Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
Sito Ufficiale
Martedí  17-10-2017   ore  17:13    Buon Pomeriggio   IP 54.162.154.91
Torna alla pagina iniziale
Newsletter Gennaio 2010
Newletter di Padre Aldo Marchesini
Chirurgo e Missionario in Quelimane- Mozambico

2 Gennaio 2010

Padre Aldo è stato in Italia dal 20 settembre al 7 dicembre, poiché, dopo una serie di esami, ha scoperto di avere un carcinoma della prostata.
Il 4 novembre è stato operato a Modena dal professor Bianchi, in laparoscopia robotica.
Tutto si è risolto nel migliore dei modi, non è stato necessario fare né chemio né terapia radiante e la convalescenza è stata rapida.
Ecco le prime notizie che ci manda da Quelimane dopo la forzata sosta in Italia

Quelimane 12 dicembre 2009

Carissimi,
non sono ancora le 22 del mio primo sabato a Quelimane, dove sono arrivato ieri l’altro, giovedì sera, più o meno a quest’ora.
La finestra è aperta sulla strada che passa a cinquanta metri. Non c’è brezza, ma la grande zampata del solleone con cui sono stato festeggiato ieri è ormai svanita, dopo la pioggia torrenziale che per due ore ha inondato la città ieri sera ed ha rinfrescato notevolmente.
Ora siamo sui trenta gradi e 80% di umidità. Insomma si sta bene.
Ricordo con piacere la corsa per le strade deserte di Milano lunedì mattina 7 dicembre, per arrivare a Linate per le 5 e l’ultima sensazione di freddo, da portare con me come un ricordo esotico, durante i mesi di gran caldo di Quelimane . Arrivato a Lisbona, tappa di mezza giornata, poi ripartenza per il Mozambico.
Il volo per Maputo è partito in orario alle 18,10 ed in aereo sono riuscito a dormire tutta la notte in un’unica tirata, grazie al collare gonfiabile di tela gommata e ad un para occhi nero, efficacissimo.
Mentre scendevamo su Maputo, il pilota ha informato che c’erano già 36º sulla pista. Ho tolto il giubbino pesante ed il pile, per prepararmi al primo impatto. Ah, la sensazione di piacevole umidità che mi ha investito, quando mi sono presentato sul poggiolo della scalinata dell’aereo! Il calore non era però di 36
gradi, ma molto meno, forse sui 30º.
Scaricate le valigie, sono corso alla nostra casa degli studenti di filosofia di Matola, per concelebrare nella messa di rinnovazione dei voti annuali di otto nostri giovani seminaristi.
Il giorno dopo sono andato a presentarmi al ministero, al direttore nazionale dell’Assistenza medica, che si è congratulato ed abbiamo parlato dei programmi futuri. Sarebbe d’accordo se fosse possibile elaborare un programma con meno impegno in ospedale e più tempo per visitare gli ospedali rurali e restare lì qualche giorno ad ascoltare e suggerire. Spero che si possa concretizzare qualcosa.
Dovevo partire per Quelimane alle 13 di giovedì 10, ed invece c’è stato uno dei frequenti rinvii di voli.
Siamo arrivati verso le 22.
Venerdì, giro in ospedale, raccontando una decina di volte a pubblici differenti, la storia dell’operazione e del suo esito favorevole.
Ho appurato che il prolungarsi del soggiorno in Italia per l’operazione mi aveva impedito di attendere 186 pazienti delle consulte esterne.
Gli infermieri hanno detto ai malati di cominciare a venire per sapere le nuove date, a partire da lunedì.
Comincio con 15 il primo giorno, per rodarmi. Coi colleghi della chirurgia, mi sono accordato che per una settimana non andrò né in reparto, né in sala operatoria, per riuscire a finire in fretta le visite mediche rimaste
in sospeso. Oggi ho cominciato a visitare le persone più vicine per salutarle.
Domattina vado alla prigione per la messa del ben tornato. La celebrerò in suffragio del sig. Giovanni Carello, il caro amico, presidente della onlus UNIFAM, che è deceduto ieri. Per quanti anni mi ha generosamente sostenuto per i vari bisogni dell’ospedale, specialmente per il latte maternizzato!
Penso che sarà contento che preghino per lui anche i carcerati di Quelimane, perché sono fra gli ultimi della terra, cioè di quella categoria di persone che Giovanni ha passato la vita a soccorrere.
Per ora termino qui e vi auguro la buona notte!
Aldo
P. Aldo Marchesini

Quelimane 19 dicembre 2009 ore 21.42

Carissimi,
ieri sera ho visto di sfuggita la prima immagine del TG1, dove si mostrava la grande
nevicata e si annunciava un vento freddo addirittura dalla Siberia!
Qui, invece, dopo la prima grande zampata di caldo del mio primo giorno a Quelimane, c’erano state piogge abbondanti che avevano rinfrescato parecchio. Da due giorni è di nuovo molto caldo, sopra i 40, a metà del giorno, e con umidità di 85%.
Tuttavia, penso di stare meglio qui che se fossi ancora in Italia. Certo, ho perso la poesia della prima neve!
Il mio ritorno in ospedale è stato abbastanza progressivo. I miei colleghi mi hanno esonerato dalle operazioni e dal reparto fino alla fine dell’anno, per potermi dedicare in pieno e senza troppa ressa, a recuperare le visite perdute, che ho contato nel numero di 186.
Quasi tutti i giorni ho visite al mattino e al pomeriggio, un po’ in ospedale e un po’ nel Centro di salute della Sagrada Família. Al mattino mi ci vogliono tre ore e mezzo e al pomeriggio sulle quattro o cinque. Dei pazienti in lista alcuni non si presentano e quindi si fa prima. Secondo il programma, se tutti i malati “perduti” si presentassero alle visite di recupero, potrei terminare i 186 per la mattina del 30 dicembre.
Molte persone vengono a salutarmi e a chiedere come è andata, desiderando sapere i particolari della video laparoscopia e del robot.
Anche parecchi poveri sono già venuti a salutarmi e a chiedere aiuto. Il clima è piuttosto depresso: i prezzi sono cresciuti e gli stipendi no. Non si vedono prospettive di lavoro. Il grande tema di questa generazione di genitori è “far studiare i miei figli”, nella speranza di poter lottare per un posto di lavoro con strumenti alla
pari cogli altri.
È un gran bene la cultura e il sapere, ma purtroppo le occasioni di lavoro sono poche anche per chi ha un titolo superiore.
Ho ripreso la celebrazione in prigione e domani ho la celebrazione di tre battesimi e di 4 prime comunioni tra i carcerati. La comunità cristiana del carcere è molto fervorosa.
Sono arrivati molti pacchetti da 2 kg ed ho passato già varie ore ad aprirli, ordinare i medicinali e organizzare il loro uso. Per fortuna ho trovato molti antiipertensivi, perché li avevo quasi finiti e varie decine dei 186 sono malati con la pressione alta e cardiopatici.
Abbiamo mancanza di garze e di fleboclisi, per cui operiamo solo casi di urgenza. Ciò provoca grave malessere, perché la chirurgia è una macchina che non smette mai di produrre e se ci si ferma si bloccano molte cose con grandi disagi.
Per oggi chiudo qui. Il cielo si è riempito di nuvole. Soffia un venticello fresco che fa presagire una pioggia imminente, attesa da tutti, altrimenti tutte le colture bruciano, con questo caldo.
Allora, buona notte!
Aldo

Quelimane 31 dicembre 2009 ore 21,59

Carissimi,
un caro augurio di Buon Anno!
Il giorno è stato molto movimentato con la ripresa delle visite alle malate del reparto di chirurgia, che non conoscevo ancora. Quasi tutte sono in attesa di essere operate, ma la sala operatoria è chiusa per le operazioni elettive, funziona solo per le urgenze, a causa di mancanza nazionale di garza. La maggioranza di queste malate vengono da varie centinaia di chilometri, perciò è difficile rispedirle a casa dicendo di tornare fra un mese. Molte dovevano fare un’ecografia per approfondire la diagnosi, così, dopo la visita ho fatto ecografie a tutte quelle in lista.
Nel mezzo sono dovuto andare ad una riunione della direzione Provinciale per risolvere alcuni problemi pendenti riguardo all’apertura del blocco operatorio di Milange, al confine col Malawi.
Il direttore ed io partiremo per Milange giovedì prossimo 7 gennaio, per stare là l’ultimo giorno della messa a punto e per l’inaugurazione.
Oggi notte di fine d’anno. Molta calma e poca festa. Non corrono abbastanza soldi per festeggiare l’anno nuovo. Penso di non aspettare la mezzanotte sveglio. Vado a dormire e poi metto la sveglia per la mezzanotte.
Domattina vado a fare l’anno nuovo al “Calabouço”, la prigione della polizia. Ho comprato un capretto che porto là con me, prima della messa e poi lo cucinano per mezzogiorno.
Un giorno un po’ differente anche per loro.
Vi auguro Buon Anno e vi saluto caramente!
Aldo

Torna alla pagina iniziale
( modificato in data 30-3-2011)
Torna al menu
Utenti online