Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
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Newsletter Settembre 2010

Newsletter di Padre Aldo Marchesini
Chirurgo e Missionario in Quelimane- Mozambico

news Settembre 2010


Padre Aldo è partito l'11 Settembre per Nampula per operare numerose pazienti sofferenti di fistola vescico-vaginale.
Si tratterrà fino al 25 Settembre. Come sempre lo attende un duro lavoro con decine di interventi, per fortuna si sente bene ed in buona salute.

Saluti dalla capitale del Nord.


Carissimi,
oggi, domenica, me ne sto nascosto in casa, per cercare di riposarmi e mettermi in pari con la posta e le comunicazioni.
Sono arrivato a Nampula sabato scorso 11 settembre, col nuovo sistema di viaggio: la macchina che uso sempre io, ma guidata dall’autista dell’ospedale di nome Comboio (che vuol dire treno). Sono stati i miei confratelli di casa a convincermi di non affaticarmi a guidare per oltre cinquecento cinquanta chilometri da solo.
“Contratta un motorista di tua fiducia e gli dai il giusto per accompagnarti a Nampula. Dorme lì in casa nostra ed il giorno dopo ritorna a Quelimane con la corriera. Gli compri il biglietto e poi la vigilia del tuo ritorno viene a Nampula con la corriera e ti riaccompagna a casa.”
Detto fatto. Gli ho dato 1.500 meticais, più il prezzo delle due corriere. È quasi la metà del suo stipendio mensile. Equivale a 35 euro, più o meno. Il sig. Comboio è stato contentissimo di accettare. Alle cinque e mezzo del mattino era già in casa nostra a Quelimane. Ha controllato acqua e olio, aggiungendone mezzo litro, ha spolverato la macchina, abbiamo fatto colazione e poi siamo partiti. Velocità di crociera 100-110 km, ma bisogna considerare che il contachilometri marca un 10% in più. Anche questo è un punto a favore della sicurezza.
A Mocuba tappa di rifornimento in casa di suor Paquita, che ci ha dato una tisana e un po’ di pizza. Mi ha dato due bottiglie di aloè vera, che prendo tutti i giorni per potenziare l’immunità. Siamo ripartiti alle sette e tre quarti. Con piacere abbiamo trovato il tratto Mocuba-Nampevo (68 km) abbastanza scorrevole. Da vari anni era tutto buche nell’asfalto e ci volevano quasi due ore. Avevano tolto l’asfalto e messo terra. La livellatrice era passata da poco, per cui è stato un piacere.
Seconda tappa ad Alto Molócuè (a 360 km da Quelimane) nella nostra missione. Tutti i padri erano fuori nelle visite alle comunità cristiane periferiche; ma una laica portoghese volontaria, che lavora nel centro giovanile come bibliotecaria e animatrice, ci stava aspettando. Aveva preparato un “caldo verde”, che è una delizia: un brodo di foglie di cavolo tagliate a pezzettini di uno o due millimetri di larghezza, con passato di patate e due o tre fettine di salamino portoghese (choriço). Per secondo un po’ di gallina allo spiedo con verdura. Ci ha servito subito, alle 11,30, e così prima di mezzogiorno eravamo già in macchina, per gli ultimi duecento chilometri.
Prima delle tre eravamo davanti al cancello di casa nostra a Nampula, la casa della parrocchia di San Pietro di Napipine (nome del quartiere). È una zona povera, con strade di terra, scavate dalle piogge, dove non credo che sia mai passata una livellatrice. Accanto c’è una scuola elementare con tre turni di lezioni. Il primo comincia alle 6,15, con il canto
dell’inno nazionale. Noi lo sentiamo mentre recitiamo le lodi in cappella.
Dato che eravamo partiti molto presto non avevo ancora celebrato la messa. Così ho celebrato io la prefestiva del sabato sera. Gli altri due padri della comunità avevano già detto messa entrambi al mattino in case di suore. Così ho iniziato la mia vita parrocchiale a Napipine.
Il giorno dopo, domenica, sono andato all’ospedale alle sette e mezzo per trovarmi col direttore del reparto e visitare le pazienti già arrivate. Per il momento erano 14. Le abbiamo classificate, controllato gli esami del sangue e deciso i programmi operatori dei primi giorni.
A mezzogiorno pranzo in casa e poi alla sera sono andato in cattedrale per la messa vespertina, per sostituire il parroco, che era andato alla professione perpetua di una suora vittoriana a Ruace.
A partire da lunedì ho cominciato le operazioni. Ne avevamo in lista due, più tre esami in sala operatoria per chiarire meglio la diagnosi di tre pazienti.
Gli alunni erano tutti già presenti. Erano quattro: due donne laureate nel nuovo corso di chirurgia (il titolo è Tecnico Superiore di Chirurgia)e due antichi tecnici di chirurgia, che avevano fatto il complemento accademico per ricevere il titolo di baccellieri in chirurgia. Tre sono chirurghi in ospedali rurali ed una lavora nell’ospedale centrale.
La squadra di chirurgia del blocco era formata da una strumentista, un tecnico di chirurgia e un inserviente con la funzione di circolante. L’anestesia era supervisionata da un medico specialista in anestesia di nazionalità vietnamita.
Il primo giorno abbiamo finito alle 16,30, ma poi tutti gli altri giorni sempre dopo le cinque o le sei di sera.
Il giorno dopo sono arrivate altre dieci pazienti della provincia, seguite da dodici di Pemba, accompagnate da un’elefantiasi gigante dello scroto. Questa operazione non la sa fare nessuno, nella Zona Nord del Mozambico. Hanno così approfittato perché l’operassi io. La chirurga di Pemba ha voluto sapere il giorno per venire ad assistere ed imparare. L’opereremo mercoledì prossimo.
Nella prima settimana abbiamo operato venti pazienti. Purtroppo le difficoltà che i casi presentano sono abbastanza elevate in più della metà e devo perciò essere io a fare da primo chirurgo. Gli alunni però sono contenti lo stesso, perché l’occasione di aiutare ad operare una quarantina di pazienti di fistole in dieci giorni lavorativi di seguito non è da buttar via. Anche se solo aiutanti, però vedono e conoscono da vicino una realtà che è sconosciuta alla grande maggioranza dei loro colleghi
Tutte le fistole, meno una, sono state chiuse e non bagnano di urina il letto, almeno in questi primi giorni. Quella che perde un po’ era una fistola enorme in cui ho tentato di usare parete vaginale per chiudere l’orifizio. Spero che, a guarigione avvenuta dei tessuti, la fistola recidivata sia piccola e possa essere chiusa fra pochi mesi.
Domattina si ricomincia, ma dobbiamo fermarci venerdì, invece di sabato, perché il 25 Settembre è festa nazionale.
La salute va bene. La gamba si comporta bene. Concludo con i saluti. Buon fine di domenica a tutti!

Aldo

P. Aldo Marchesini
C.P. 300
60100 Quelimane
Moçambique
padre.aldomar@gmail.com

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( modificato in data 30-3-2011)
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