Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
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Newsletter Marzo 2011
News di Padre Aldo Marchesini
Marzo 2011


Padre Aldo è stato in Italia dal 27 febbraio al 24 marzo, per tutti i suoi controlli medici, per visitare alcune persone amiche e per prendere contatti con diverse realtà italiane, come ci aveva già preannunciato nelle sue lettere.
Giovedì è rientrato in Mozambico e da là ci ha inviato un primo saluto, che vi alleghiamo.

In Italia ha fatto tappa a Milano, Bologna, Firenze e Roma, dove ha visitato amici e parenti, nonché una vecchia suora di clausura, ormai immobile e muta, che da anni offre la sua malattia per lui e lo sostiene con la preghiera.

Tornato a Bologna, ha celebrato la Messa in san Carlo, con i parrocchiani e gli amici che da tanti anni lo sostengono e gli vogliono bene.

Si è poi sottoposto a tutti i gli accertamenti clinici, che si sono rivelati buoni e soddisfacenti, con l'unica eccezione del trombo venoso alla gamba sinistra, che richiede ancora cure e gambaletto elastico..
Ha anche assistito alla tumulazione definitiva del babbo, che era un po' l'evento centrale attorno a cui dovevano ruotare gli altri impegni.

Infine è sceso a Catania per un incontro pubblico all'Istituto Oncologico del Mediterraneo e per tanti colloqui personali con i medici di quella struttura, che gli hanno promesso una fattiva collaborazione con il suo ospedale. Già a Pasqua il dottor Giuffrida, uno degli organizzatori di questo meeting, si recherà a Quelimane per 15 giorni, per prendere atto della situazione e organizzare in modo concreto la collaborazione di amicizia..

Un salto a Modena, per incontrarsi con un Rotary che da tempo lo sostiene con offerte per l'acquisto del siero contro la rabbia, e poi ultima tappa a Milano.
Qui ha celebrato la I messa di Quaresima nella parrocchia della Santissima Trinità e ha iniziato un gemellaggio con quel Gruppo Missionario per la costruzione del nuovo orfanotrofio del Ruace; collaborazione che dovrebbe prolungarsi per 5 anni e che dovrebbe portare alla costruzione delle prime casette. Sul sito a breve potrà ascoltarsi almeno una parte della omelia di padre Aldo, che ci dà una panoramica su quella realtà.

Naturalmente in questo periodo ha pranzato e cenato con parenti ed amici, in tutte le città dove si è recato, e si è spinto fin sul lago d'Iseo per incontrare una famiglia cui è molto legato; se qualcuno non è riuscito a vederlo o a sentirlo è per l'impossibilità fisica di dividersi in due!
Lo avevano invitato anche a Lamporecchio ad una serata di musica e poesie, organizzata per raccogliere fondi per lui, ma non è stato possibile: potete prendere visione della locandina e ascoltare una lettura di un brano scritto da Aldo tanto tempo fa, visitando il sito.

Ha fatto anche numerosi acquisti, il più importante dei quali è un nuovo apparecchio per produrre l'ossigeno, il cui costo si aggira sui 12/13.000 euro e che dovrebbe partire in un container ai primi di aprile; e poi cateteri vescicali, normali e sovra pubici, filo per sutura, cateteri centrali venosi, aghi per peridurale, cerotti e... denti! Senza contare le medicine e le strisce per la determinazione della glicemia, e gli sfigmomanometri che sono già in viaggio per Quelimane.

E' riuscito anche ad acquistare un computer più e veloce e leggero di quello che aveva, alquanto scassato; ma questo grazie ad un amico che gli ha fatto una accurata ricerca di mercato e gli ha dedicato alcuni pomeriggi di paziente lavoro per renderlo perfettamente funzionale secondo le sue necessità.

Ed ecco la lettera che Padre Aldo ha inviato appena arrivato a Maputo:


Carissimi,

Ottimo viaggio, con lunga sosta a Lisbona in aeroporto. L'hanno rinnovato. Ora tutti gli aerei arrivano ai bracci e si devono percorrere varie centinaia di metri per andare da un posto all'altro.
Non mi ci raccapezzavo più. All'inizio seguivo ciecamente le frecce "transit", per uscire e trovare l'entrata degli altri voli, com'era anticamente concepito l'aeroporto "da Portela" di Lisbona, ma dopo varie centinaia di metri, mi sono accorto che accanto a transit c'erano dei numeri sempre decrescenti. M'è venuto il sospetto che fossero i numeri delle porte d'uscita. Ho indagato ed era così.

Io ero uscito dalla 25a ed ero ormai alla 12a, con quasi 100 metri fra una e l'altra. Mi aveva ingannato il fatto che le frecce transit erano solo da un lato, quello alla mia destra, mentre a sinistra c'erano solo
numeri. Il volo per Maputo era alla porta 44, all'estrema sinistra. Dietrofront e lunga passeggiata. E' stato l'ideale per muovere le gambe e scongiurare il pericolo di trombosi venose profonde, dopo l'immobilità nell'aereo da Malpensa a Lisbona, durata alcune ore.

Mi è poi venuto in mente di comprare un giornalino da 1,5 Euro di parole crociate in portoghese, per la curiosità di vedere se ci riuscivo. Vi ho dedicato tre quarti d'ora, poi mi sono stufato, perché non mi venivano bene. Il linguaggio enigmistico è abbastanza caratteristico e se uno non lo conosce, non si diverte a fare le parole crociate.

Allora ho tirato fuori il nuovo computer leggero e comodo e ho fatto l'intellettuale e il manager che non può perdere tempo. Volevo scrivere una e-mail per voi, visto che c'erano connessioni wireless a disposizione, ma nessuna funzionava. Alla fine ho aperto il racconto che sto scrivendo attualmente "La Montagna", che tratta il tema del morire. La Montagna è il luogo dove in cima c'è Dio e rappresenta la fine della vita terrena, ma, mi pare, con un taglio di felicità, o per lo meno di serenità e di bisogno di libertà da tutti i legami ed i pesi che ci portiamo addosso dal nostro passato.

Ho seguito il consiglio che mi dette Andrea anni fa, di scrivere qualcosa sui colloqui attorno alla morte che avevo avuto modo di fare negli anni di medico e di padre.

Sono arrivato a pagina 11. Ha bisogno di molta revisione e di sedimentazione.

Poi mi sono alzato per fare ginnastica alle gambe prima che ci chiamassero per entrare.

Il volo da Lisbona a Maputo è stato molto regolare, di 10 ore e mezzo. Ho dormito profondamente e comodamente. Era un Airbus transcontinentale con 4 motori.

Quand'ero alla Malpensa volevo cambiare il cartoncino del telefono per mettere quello Mozambicano, ma mi sono sbagliato e l'ho messo invertito. Quando ho acceso, non riconosceva la carta SIM. Ho riaperto per tirarlo fuori, ma si era bloccato e siamo stati soccorsi, io e Maria Teresa, dal personale dei bagagli ingombranti, ma neppure loro riuscivano a smuovere il cartoncino, messo in una posizione quasi inaccessibile alla punta delle dita. Si sono uniti in tre, animati da uno spirito di crociata, finché alla fine il cartoncino s'è sfilato. A questo punto mi sono arreso ed ho preferito ricollocare quello italiano della Wind, che funzionava anche a Lisbona.

Una volta in casa nostra, a Maputo, ho aperto la valigia ed ho trovato una piccola pinza emostatica, che ha risolto con facilità tutto, ed ho rimesso il cartone mozambicano.

Anche l'aeroporto di Maputo è nuovo ed era la prima volta che uscivo dalle nuove installazioni. L'hanno fatto i cinesi, ma è molto lineare e senza percorsi da fare a piedi. Si esce dall'aeroporto al braccio lungo e si scende direttamente in un amplissimo salone dove c'è il controllo dei passaporti, a ridosso della pedana dei bagagli e della dogana, schierata quasi in ordine di battaglia con tre apparecchi di Rx per vedere dentro le valigie senza aprirle.

Abbiamo passato momenti di panico perché, alla fine della prima ora di uscita dei bagagli, mancavano quelli di una ventina di passeggeri, tra cui il mio.. Le saracinesche si sono chiuse ed un silenzio di tomba e di raccapriccio è aleggiato su tutti noi. Siamo rimasti lì lo stesso e dopo un quarto d'ora le saracinesche si sono riaperte e tutti abbiamo ricevuto i bagagli.

Appena uscito fuori dal braccio mobile dell'aereo, mi ha investito una ventata di caldo e di umidità, che ci ha fatto apprezzare con evidenza il vantaggio di vivere nei tropici, anche, se lì per lì, l'abbraccio caldo umido della terra africana ci ha sorpreso per la sua eccessiva effusione.

Sono già stato all'ospedale in oncologia, dove dovevo ritirare farmaci antitumorali per Quelimane. Ho preavvisato dell'arrivo del neurochirurgo del centro oncologico di Catania e ne sono stati contenti. Ho già cominciato a consegnare i soldi delle adozioni: oggi a Irma Isabel, per il Ruace, che ringrazia commossa.

Per stasera ho annunziato il film il Concerto, che mi è stato regalato in Italia, e che vedremo in comunità.

Vi ringrazio tutti per la calorosa a affettuosa accoglienza e per i numerosissimi pacchi spediti nei giorni in cui ero fuori Milano. Sono stati giorni molto belli!

Un caro saluto!


Aldo




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( modificato in data 30-3-2011)
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