Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
Sito Ufficiale
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(Auguri a Padre Aldo per i suoi 43 anni di attività in Mozambico!)
Archivio delle lettere di Padre Aldo a partire dal 10-12-00
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LETTERE

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Padre Aldo
Qui sono archiviate le raccolte delle lettere di Padre Aldo a partire dalla data di origine del presente sito.
Qui è contenuta una importante storia di alta professionalità, di grande altruismo, una cronaca quasi quotidiana degli enormi problemi di un popolo senza colpa e della silenziosa ed eroica lotta di un piccolo grande medico che, incurante delle difficoltà, riesce a curare persone malate grazie all'aiuto di molti benefattori.
Una storia da rileggere e da non dimenticare.


LETTERE

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Maputo, 10-12-2006

Carissimi,
oggi è l'ultima domenica fuori sede. Domani prenderò l'aereo per Quelimane delle ore 15. Queste vacanze al sud [nell'isola di Inhaca, n.d.r.] sono state molto utili e tranquille. Ho potuto coltivare la parte interiore (ciò di cui avevo più nostalgia) e ne sono rimasto soddisfatto. Avendo ritagliato per me qualche giorno di silenzio e avendo sospeso per un po' i contatti con il mio ambiente di lavoro, ora mi sento pronto a immergermi di nuovo nel turbinio delle urgenze e delle visite in ospedale. Sarà tuttavia una ripresa moderata, perché dal 2 all'11 gennaio 2007 andrò a Milevane per gli esercizi spirituali e per l'assemblea dei padri dehoniani impegnati qua in Mozambico.
Nella pace di Inhaca sono riuscito anche a stendere la relazione dell'« estágio » [stage, tirocinio n.d.r.] al quale hanno partecipato, durante tutto il 2006, i tre tecnici di chirurgia di cui sono il tutore.
Ho pure, con molta soddisfazione, completato i fogli dove sono raccolti i dati relativi alle fistole: i vari tipi, l'incidenza epidemiologica e le caratteristiche dell'intervento chirurgico. Il mio collega di Maputo ha collaborato con me e domattina, prima di partire, concluderò questo lavoro assieme a lui. Ne allego una copia perché Andrea [fratello di padre Aldo e medico anch'egli, n.d.r.] dia loro un'occhiata. Si tratta ora di trovare il sistema di inserire tali fogli nel computer con un programma che permetta di elaborare statistiche e diagrammi e che consenta di potere velocemente accedere a tutti i dati di ciascuna paziente con un semplice clic. Scartata l'ipotesi di Access, rimarrebbe forse solo Excel. Può darsi che esistano programmi specifici per la salute tipo Epi info. Conoscendo quale va bene, si tratta poi di procurarselo.
Vi saluto. Ci risentiremo da Quelimane.
Aldo


Quelimane, 1-1-2007

Carissimi,
per me l'anno nuovo è cominciato in ospedale: infatti ero in servizio d'urgenza, anche se sdraiato su un letto. Ieri era il secondo Id, festa dei musulmani. Kaba, il tecnico di chirurgia ortopedica originario della Guinea Conacry e di religione musulmana, mi ha fatto pena. Da più di un mese era da solo e faceva urgenza tutti i giorni. Così l'ho sostituito. Verso mattina è arrivato al pronto soccorso un giovane, vittima di un incidente di bicicletta. Era stato investito da una macchina che gli aveva causato la frattura esposta del femore appena sopra il ginocchio. Ai raggi X era stata diagnosticata anche una frattura verticale del ginocchio con spaccatura a metà dei due còndili. Un caso di una certa difficoltà. L'ho operato d'urgenza: ho riunito i due condili con una vite da osso spongioso e con un filo di Kirschner; poi ho applicato un chiodo alla tuberosità della tibia, per poter fare la trazione nel letto. L'intervento mi ha dato una certa soddisfazione, perché il caso era raro e difficile. Per fortuna tutto è andato bene. L'allineamento delle due metà del ginocchio è riuscito.
Sono poi arrivati altri incidentati con lussazioni e fratture da ridurre. Ho fatto ritorno a casa dopo le 17. Però, poi, non mi hanno più chiamato dall'ospedale.
Nessuno di noi padri, nella Sagrada Família, è rimasto ad aspettare la mezzanotte. Ormai siamo in quell'età in cui il sonno ha la precedenza sui piaceri frivoli.
Questi giorni dopo Inhaca e Maputo sono stati molto pieni e non sono riuscito a fare nulla riguardo alla revisione dei fogli di raccolta dei dati sulle fistole. Padre Gianni mi ha consegnato il DVD con il film sulle fistole e il CD con il programma Epi info mandati da Andrea. Non ho neppure avuto il tempo di aprirlo. Spero di riuscirci questo pomeriggio, se mi lasciano in pace. Domani andrò a Milevane fino all'11 gennaio per gli esercizi e l'assemblea.
Auguro Buon Anno a tutti quanti.


Quelimane, 11-2-2007

Cara Maria Teresa,
questi sono i primi saluti dopo il mio rientro da Milevane. Gli esercizi e l'assemblea sono finiti un po' prima e così ho guadagnato due giorni di ferie invece di uno. Come ti dissi, per andare a Milevane ho dovuto usare gli ultimi 10 giorni delle ferie del 2006. Essi scadono oggi, per cui domani andrò a lavorare.
I giorni a Milevane sono stati molto belli interiormente. Ho potuto godere di 4 giorni ricchi di silenzio e di pace. Le conferenze erano solo due, una alle 9 e una alle 15:30. Al mattino lodi e messa; alla sera adorazione e vespri; alle 20:30 compieta. Avevamo a disposizione molte ore al giorno da impiegare nel silenzio, secondo i propri gusti spirituali.
L'assemblea è durata meno del previsto, perché abbiamo concordato di rinviare a luglio il tema più complesso, che ha bisogno di ulteriore riflessione e approfondimento. Ne ho approfittato per tornare a Quelimane con un giorno e mezzo d'anticipo. Ho trovato alcune decine di pacchetti con cateteri centrali, cateteri vescicali, sfigmomanometri, stetoscopi, cateteri soprapubici e a tre vie per la prostata, poi il vycril e il monocril 5/0, alcune agende e due pacchetti di calendari. Ho passato tutto il giorno di ieri a mettere a posto, aprire, catalogare quel materiale e prepararlo per trasferirlo in ospedale. Per fortuna un nostro studente, che dovrà andare a Maputo, si è fermato qui per una settimana e mi ha dato un grande aiuto. Così ho potuto finire tutto.
Sono cominciate le piogge. Dal 2 gennaio piove tutti i giorni. Il caldo di Quelimane è ridotto a 29°C-30°C e si sta bene. La gente per ora è contenta perché il riso e il mais crescono in fretta. Speriamo che piova con misura, altrimenti ci saranno inondazioni.
Domani tornerò a lavorare. Ho in lista solo due operazioni. Lunedì invece avrò un'elefantiasi dello scroto: un intervento che richiederà da parte mia una vera e propria prestazione atletica, poiché durerà sette ore. Il paziente sta aspettando il suo turno da due mesi. Mi auguro che si riesca a trovare il sangue per poterlo operare.
Vi saluto con affetto.


Quelimane, 14-1-2007

Carissimi,
mi sto riprendendo abbastanza bene, ma lotto sempre contro il tempo.
Lo scorso agosto vennero qua una giornalista e un cameraman di un'agenzia cattolica di notizie per girare un servizio sull'impegno della chiesa nel mondo, in relazione all'AIDS. Il servizio, che parla non solo del Mozambico ma anche del Kenya, del Messico e della Thailandia, ora è pronto e la giornalista me ne ha mandato una copia in spagnolo e una in inglese. Nel DVD vengono mostrate parzialmente la mia vita in ospedale e l'intervista che mi fu fatta su come avevo acquisito il virus dell'immunideficienza. Appaio due volte, una prima e una dopo il Kenya, più un flash nel resto del servizio. La mia intervista è l'unico brano in italiano .


Quelimane, 21-1-2007

Carissimi,
il progetto 'carrozzelle' cominciò più di 15 anni fa, quando la Croce Rossa Internazionale montò nel nostro ospedale di Quelimane un'officina di protesi. Era il tempo della guerra civile e c'erano decine e decine di amputati a causa delle mine. Il personale era stato ben preparato e l'officina ben attrezzata. Fu così che ci si rese conto che era possibile cominciare a costruire carrozzelle per invalidi che non potevano camminare. Il primo modello fu una sedia a rotelle tipo triciclo, con catena e manovella, disegnata da un tecnico italiano che lavorava nel centro protesi di Nampula. Mandammo due operai a imparare e, al loro ritorno, fu necessario reperire sul mercato alcune macchine per piegare i tubi, saldare, verniciare ecc. Non c'erano fondi a disposizione e fu così che il 'Fondo Salute' dei padri dehoniani mise a disposizione l'occorrente. Era anche necessario comprare i tubi, le ruote, i raggi, le catene, i mozzi, le manovelle, la gomma piuma per i sedili, la tela plastificata per il rivestimento e così via. Molte cose bisognava farle venire dal Malawi o dalla Tanzanìa attraverso commercianti intraprendenti. Fu necessario aumentare il numero degli operai e così furono assunti tre uomini che, fino ad oggi, sono stipendiati dal Fondo Salute.
Le spese sono ingenti, anche perché i beneficiari delle carrozzelle sono quasi tutti poveri e non possono contribuire in nulla. Il movimento attuale è di una cinquantina di carrozzelle nuove all'anno. Il costo del materiale, dell'energia elettrica e dei salari si aggira sui 6.000 nuovi meticais, che corrispondono a circa 190 euro l'una.
Negli ultimi anni si sono fatte vive associazioni e ONG di altre Province del Mozambico che ce ne hanno ordinate alcune decine, naturalmente pagando il costo con un piccolo margine di lucro.
Ci sono poi le carrozzelle vecchie che hanno bisogno di riparazione, circa una sessantina all'anno.
Facciamo anche le stampelle, i girelli e, in due casi, i nostri operai hanno adattato uno scooter facendone una carrozzella a motore.
Per chi ha forza nelle gambe, ma non riesce a camminare, si costruisce una bicicletta triciclo con portabagagli.
Moltiplicando 6.000 nuovi meticais per cinquanta carrozzelle all'anno, viene una spesa di 300.000 meticais, equivalenti a 9.300 euro. Mettendo in conto le riparazioni, le stampelle e l'altro materiale, si devono aggiungere altri 2.000 euro. In totale le spese sono di circa 11.300 euro all'anno.
Questo servizio è molto apprezzato, perché ha cambiato la vita a qualche centinaio di persone, in tanti anni.
Termino inviando il ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa e sono desiderosi di contribuire perché essa continui.


Quelimane, 26-1-2007

Carissimi,
ho ricevuto il preventivo dell'elettrocardiògrafo modello ELI 250 unitamente alla documentazione tecnica a esso relativa e l'ho già presentato all'economato per ottenere le licenze d'importazione. Se sarà spedito per cargo aereo, arriverà a Maputo e dovrà essere sdoganato là, probabilmente. Abbiamo chiesto alla dogana se sarà possibile sdoganarlo direttamente qua a Quelimane. Appena avrò notizie vi informerò.
Riguardo alla lavatrice da ospedale, è giunta la notizia che il Ministero della Salute ha finalmente fatto l'acquisto e che ben due macchine sono già a Maputo. Speriamo che arrivino presto.
Domenica scorsa ha diluviato tutta notte. Alla mattina in città c'era mezzo metro d'acqua. Tremila e cinquecento persone sono state accolte in cinque scuole, perché le loro case o capanne erano allagate. Anche l'Aldeia da Paz è stata evacuata di notte: l'acqua lambiva già i materassi dei lettini dei più piccoli. Fortunatamente erano presenti solo ventidue bambini; infatti questo è il periodo delle vacanze scolastiche e chi ha ancora dei lontani parenti è andato da loro. Gli ospiti dell'Aldeia sono stati trasferiti nel convitto per giovanette, che le stesse suore hanno nella piazza del Governo. Ora l'acqua è già sparita, ma c'è uno strascico di influenze, malarie e diarree e si teme moltissimo che scoppi il colera. I centri di salute sono affollatissimi.
Il fresco portato dalla pioggia è durato quattro giorni e ha fatto respirare un po' i più insofferenti alla calura. Ora siamo di nuovo con 31°C di temperatura e l'82% di umidità. Il cielo è in prevalenza sereno e sembra che il peggio sia passato.


Quelimane, 2-2-2007

Cara Maria Teresa,
abbiamo bisogno di comprare dodici resistenze per l'autoclave OMASA [seguono le caratteristiche tecniche delle resistenze e l'indirizzo dell'azienda produttrice, che omettiamo].
Inoltre potresti mandare della carta per ecografo? Ne ho solo due scatole.
Ci vorrebbe infine un po' di Topsin gel per lesioni cutanee. La malata che lo usa ne è stata contentissima; ora lo sta finendo e ne vorrebbe ancora. Grazie di tutto.


Alla notiza della morte di don Serafino Zardoni, coadiutore del parroco di san Carlo a Bologna, padre Aldo ha scritto:

Grazie per avermi informato. Comincerò sùbito domattina a ricordarlo nella messa e continuerò per un pezzo. Ricordo che egli fu il primo a usare l'altare della nuova chiesa di san Carlo in un giorno feriale, e in quel giorno io gli servii la messa. Inaugurammo insieme l'altare su cui poi io fui ordinato sacerdote e sul quale concelebrammo parecchie volte.


Quelimane, 3-3-2007

Carissimi,
il computer funziona di nuovo. Ho tolto il Norton e ho installato il McAfee [antivirus, n.d.r.].
La salute va bene. Il lavoro è molto. I tecnici sono già partiti per il corso di baccellierato, che si tiene nella capitale. Il dr Leandro, cubano, parte domani per Maputo per accertamenti cardiologici: ha avuto un forte dolore precordiale, che è scomparso con l'applicazione di un cerotto alla trinitrina. L'elettrocardiogramma era però normale. Speriamo che in una settimana possa terminare gli esami e rientrare a Quelimane. Nel frattempo il dr Rosario e io a giorni alterni faremo urgenze. Comincerò lunedì. Oltre alle urgenze, abbiamo da tenere sotto controllo 40 malati a testa e da fare le visite e le ecografie.
Se in aprile saremo in tre, potrò venire in Italia per i miei controlli. Partirei da Quelimane venerdì 13 aprile 2007 e da Maputo il giorno dopo; arriverei a Milano domenica 15. Ripartirei per il Mozambico mercoledì 2 maggio. Il condizionale è d'obbligo.
Fra alcuni giorni arriverà il dr Stefano Boriani, che resterà a Quelimane da mercoledì 14 marzo fino a sabato 17 o domenica 18. Mi sarà di grande aiuto e mi farà molto piacere.
Ho una cinquantina di lettere a cui rispondere, per cui vi saluto con una certa fretta.


Quelimane, 11-3-2007

Carissimi,
il mio primo giorno d'urgenza è stato micidiale. Al mattino ho fatto operazioni fino alle 16. Poi sono passato al pronto soccorso, dove ho trovato due pazienti da operare. Sono scappato a casa per mangiare un boccone e ritornato in sala operatoria, fino alle 22. All'1:30 di notte sono stato chiamato per un bambino di 12 anni con una lancia conficcata nella pancia da 22 ore; era arrivato da un distretto periferico. La lancia era conficcata nell'osso sacro; aveva perforato due anse intestinali e le teneva come uno spiedo. Con il dito ho sentito il punto del sacro dove era conficcata (la punta si sentiva sotto la pelle). Un'arteria pulsava esattamente sopra la punta conica della lancia. Mi pareva impossibile che avesse perforato un vaso. Ho aperto il retroperitoneo e mi è apparsa l'arteria iliaca comune di sinistra letteralmente inchiodata contro l'osso dalla lancia. Non usciva una sola goccia di sangue. Dopo aver sfilato le anse resecandole e riallacciandole, ho isolato con timore e tremore l'arteria iliaca, chiusa fra clamps arteriali. L'ho tagliata da un lato e poi l'ho riallacciata con puntini di seta 4/0. Per fortuna tutto si è svolto senza complicazioni. A quel punto si trattava di toglier la lancia. A tirarla su non si muoveva. Lo strumentista ha suggerito di pulire la punta metallica togliendo il legno e poi di martellarla facendola uscire dal di dietro. Ci siamo riusciti abbastanza facilmente. Durante l'intervento il sangue è rimasto molto scuro, con saturazione di ossigeno del 50%. Abbiamo provato tre o quattro volte a stubarlo e riintubarlo. Il torace si espandeva normalmente e l'apparecchio erogava 8 litri di ossigeno. è venuto da casa anche il medico anestesista cubano in appoggio al tecnico di anestesia. Niente da fare. Non siamo riusciti a capire cosa stesse succedendo. Così, purtroppo, dopo 4 ore di operazione il bambino è morto per ipossia cerebrale prolungata.
Sono tornato a casa alle 7:30. Ho dormito fin verso mezzogiorno. Al pomeriggio avevo l'ambulatorio.
Poiché noi medici siamo rimasti in due e poiché le visite ambulatoriali portano via molto tempo, ho sempre lavorato 12 ore o più al giorno. Ci sono voluti quattro giorni per riprendermi.
Il dr Leandro dovrebbe tornare durante la settimana. Dopo si potrà respirare.
Ora vado a letto. Stanotte sono di servizio e non voglio perdere sonno.
Grazie a tutti i benefattori. Buona Pasqua!


Quelimane, 31-3-2007

Cara Maria Teresa,
dal Gurúè ho ricevuto un plico con letterine e disegni, che ti porterò a mano al mio rientro in Italia. Sono opera dei bambini dell'Aldeia locale, che si chiama Arco-Íris. Inoltre la superiora delle suore che si prendono cura dei piccoli ospiti dell'Aldeia da Paz di Quelimane ha scritto una lettera di quattro pagine, descrivendo l'Aldeia e l'esperienza spirituale che vi si vive. è in portoghese. Quando sarò a Milano, la tradurrò e la distribuiremo ai padrini e alle madrine, assieme ai disegni e alle letterine dei bimbi dell'Arco-Íris.
[...] La situazione in Zimbabwe è disastrosa, sull'orlo della guerra civile. L'Angola ha inviato truppe per appoggiare Mugabe, secondo un accordo stipulato dieci anni fa. Alla televisione mozambicana si parla molto della catastrofe economica di quel paese. L'inflazione è del 1700%.



P. Aldo Marchesini
( modificato in data 3-12-2012)
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