Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
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(Auguri a Padre Aldo per i suoi 43 anni di attività in Mozambico!)
Archivio delle lettere di Padre Aldo a partire dal 10-12-00
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LETTERE

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Padre Aldo
Qui sono archiviate le raccolte delle lettere di Padre Aldo a partire dalla data di origine del presente sito.
Qui è contenuta una importante storia di alta professionalità, di grande altruismo, una cronaca quasi quotidiana degli enormi problemi di un popolo senza colpa e della silenziosa ed eroica lotta di un piccolo grande medico che, incurante delle difficoltà, riesce a curare persone malate grazie all'aiuto di molti benefattori.
Una storia da rileggere e da non dimenticare.


LETTERE

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RACCOLTA dalle lettere di P.Aldo dall'24-4-2011 al 4-12-2011

Quelimane, 24 luglio 2011
I miei giorni sono pieni di una serie continua di micro-urgenze che devono essere sbrigate al momento e che mangiano quel po' di tempo libero che stavo cercando di accumulare per fare le cose che mi stanno a cuore: studiare, scrivere, leggere ecc. Ogni settimana ho solo pochi minuti a disposizione. Da anni vado avanti così ed è ormai ora che mi convinca che questa è la mia vita e che devo accettarla com'è. Per scrivervi, ho deciso di approfittare dell'intervallo di tempo tra la pulizia della stanza, che faccio appena alzato, e la recita di lodi, dopo la quale vado a celebrare la messa in carcere. Quando esco di camera, so già che fino a stasera dopo cena non avrò più modo di scrivervi. La novità più rilevante, nel microcosmo di Quelimane, è un'ondata inattesa di freddo, che ci ha costretto a indossare il giubbino tutto il giorno. Abbiamo comprato 180 coperte per i poveri e i carcerati, allo scopo di ridurre la sofferenza almeno di alcuni. Continua il disagio di ricevere rifornimenti con il contagocce. Tuttavia alcune carenze gravi sono ridotte o eliminate dai vostri pacchi. Mi hanno comunicato le date dei viaggi che farò per insegnare come debbono essere operate le fistole vescico-vaginali. Nelle ultime due settimane di settembre sarò a Nampula; dal 15 al 22 di ottobre sarò a Lichinga (nuovo campo d'azione); le ultime due settimane di novembre sarò a Beira. Nel mezzo ci saranno alcune riunioni di carattere nazionale sulle fistole, alle quali dovrei partecipare. Quindi starò assente da Quelimane parecchio tempo. Questo mi costringerà a lavorare in fretta con un'agenda sovraffollata. Ho terminato il racconto La montagna, sul tema della morte. Prima o poi ve lo manderò. Per scriverlo, ci ho messo un anno e mezzo, ed è di appena 17 pagine.

Quelimane, 4 agosto 2011
Mi accorgo di essere sempre meno efficiente nello scrivere. Questo fa parte della sindrome globale dell'invecchiamento, per cui la velocità del pensiero rallenta, come la destrezza nel muoversi e nel riuscire a fare le cose in fretta. Sono preso dall'impegno di tradurre in portoghese il mio racconto La montagna. I momenti per sedermi al computer sono pochi. Procedo a pezzetti di breve durata. A volte questo scritto mi sembra bello, altre volte pesante e privo di interesse. La forma finale, anche in italiano, ha bisogno di limature e ritocchi. Spero di spedirvelo fra non molto. Il container con le termo-culle e l'apparecchio dell'ossigeno è arrivato al Gurúè e tra alcuni giorni sarà inviato a Quelimane. I rifornimenti dell'ospedale sono sempre scarsi. Il ministero della sanità ha informato che mancano 25 milioni di dollari per fare gli acquisti necessari e, se i soldi non arriveranno attraverso la generosità dei benefattori, ci sarà una crisi tremenda, peggiore di quella causata dalla guerra civile. In prigione è stata inaugurata la scuola di sartoria, taglio e cucito per i reclusi, nel tentativo di creare qualche abilità che possa aiutare il reinserimento dell'ex carcerato nella vita. Domenica prossima andrò a trovare le donne recluse nel centro aberto di Sangarivera, all'estrema periferia della città.

Quelimane, 7 agosto 2011
Vi mando sei foto della scuola di cucito nella prigione di Quelimane [n.d.r.: sono visibili nel sito dedicato ad Aldo: www.padrealdo.net.].

Quelimane, 12 agosto 2011
Cara Maria Teresa, ti sarei grato se mi potessi anticipare la cifra che Franchini porterà all'Aldeia. Suor Elisa, che ha dovuto far aggiustare l'automobile dell'orfanotrofio con una spesa di 50.000 meticais, sta cercando ansiosamente come fare per trovarli. Vorrebbe sapere su quale cifra può contare per la prima settimana di settembre. Per ora la nostra casa le ha anticipato il saldo della fattura. Così suor Elisa ha potuto ritirare la macchina.

Quelimane, 29 agosto 2011
Cara Maria Teresa, ti mando la lista delle medicine di cui siamo privi: " BUPIVACAINA IPERBARICA: fiale da 4 ml allo 0,5% oppure 2 ml all'1% (serve per la rachianestesia): 500 fiale; " EFEDRINA: fiale da 25 mg: 500 fiale; " NEOSTIGMINA: fiale da 0,5 mg: 500 fiale; " LIDOCAINA senza adrenalina: flaconi di 50 ml al 2% e all'1%: 100 flaconi al 2% e 100 all'1%. Se costano molto, manda solo 100 fiale di ognuna e il resto più avanti.

Quelimane, 5 settembre 2011
Domattina partirò per Gurúè alle 5:30 con Luigi Franchini, per visitare l'orfanotrofio dell'Arco-Íris; poi proseguiremo per il Ruàce. Oggi Luigi è stato lunghe ore nell'Aldeia a fotografare le bambine adottate e da adottare a distanza, mentre io sono ritornato solo alle 17:00 dall'ospedale. La neostigmina portata da Franchini è stata molto utile. Proprio oggi l'abbiamo usata in una lunga anestesia generale durata oltre 4 ore. Tutto bene. Ora siamo afflitti dalla poca efedrina e atropina. Sono già state acquistate?

Quelimane, 17 settembre 2011
Ieri sera tardi ho finito di preparare i bagagli per Nampula, dove opererò molte fistole. Mi sono ridotto a farli dopo le 21, perché in ospedale ho voluto finire cose che non potevo lasciare in sospeso e perché alle 18 il direttore provinciale mi ha invitato alla cena in onore del direttore nazionale. Partirò alle 7:30 con una macchina della Sagrada Família. Verrà con me padre Giorgi. Guideremo un po' per uno per non stancarci. Ci vogliono almeno otto ore per fare i 550 km tra Quelimane e Nampula. A metà percorso, dopo Mocuba, ci sono 54 km di strada in rifacimento. Chiedo con urgenza cateteri vescicali, in maggioranza del nº 16, che serve in quasi tutti i casi. Un po' del n° 18 e un po' del n° 14. I 1.500 cateteri vescicali arrivati in luglio sono già finiti. Per fortuna ne avevo mandati alcuni direttamente al blocco operatorio, così ora ne posso portare una sessantina a Nampula, dove pure scarseggiano. Comincerò la classificazione delle pazienti con fistole domani, anche se è domenica, perché i casi da operare sono sempre moltissimi e non riesco mai a finirli tutti.

Nampula, 21 settembre 2011
Carissimi, vi scrivo dal blocco operatorio della maternità di Nampula. È un avvenimento davvero inconsueto portare il computer in sala per approfittare di intervalli che rimarrebbero vuoti. Questa volta gli otto alunni che vorrebbero imparare a operare le fistole sono incerti e poco abili. Ma ho cambiato strategia. Viene da Maputo un collega (mio antico alunno) ora già molto in gamba. Saremo in due a insegnare contemporaneamente. È sorto così il problema di avere a disposizione due sale operatorie. Quest'anno usiamo il blocco operatorio della maternità, che ha due sale operatorie piccole, ma efficienti. Operiamo quattro in una sala e quattro nell'altra. In tal modo la formazione si fa più stringente e ciascun alunno può operare vari casi. Questi otto alunni s'impegnano a imparare per poi operare da soli nei loro distretti. Due di loro si segnalano per una evidente abilità "cromosomica" nei confronti di questa chirurgia. A loro affidiamo casi da operare da soli. L'iniziativa finora ha avuto successo e quindi l'entusiasmo è cresciuto. [...] Ora tocca a me affrontare un caso difficile: una fistola retto-vescico-vaginale, in cui aiuterò il mio collega di Maputo, che in queste operazioni ha ancora bisogno di un appoggio.

Nampula, 26 settembre 2011
Qui, come dappertutto, la povertà è grande e fa soffrire molta gente. Grazie alle offerte è possibile risolvere alcuni problemi dei più poveri. Ve ne elenco alcuni, i più ricorrenti: 1) pagare il biglietto della corriera ai malati che devono ritornare a casa dopo essere guariti (ogni mese ce ne sono almeno venti). 2) aiutare i carcerati che, dopo aver scontato la pena, escono dalla prigione senza nulla e non sanno come fare per tornare a casa. 3) comprare la divisa per la scuola, i quaderni, le biro, i libri; per chi frequenta le medie c'è anche una tassa d'iscrizione (150 meticais = 4 €). Non sono rari i casi di bambini e bambine che per un anno non vanno a scuola perché la famiglia non ha soldi. 4) soccorrere le vedove con figli loro e nipoti ereditati dai loro fratelli e sorelle morti per AIDS o altre malattie. Le offerte che arrivano sono molto gradite al nugolo di beneficiari.

Nampula, 29 settembre 2011
Oggi è il penultimo giorno di operazioni. Ne abbiamo operate 58. Domani faremo le ultime 8.

Nampula, 1 ottobre 2011
Carissimi, ho finito la campagna di Nampula con un imprevisto. Ieri sera avevamo terminato di operare 64 pazienti, molto soddisfatti perché gli otto alunni avevano fatto pratica come operatori principali in 32 casi. La grande maggioranza delle fistole chiuse da loro ha avuto successo. Stamattina tutti tornavano ai loro distretti. Passando in visita alle 7:00, ho trovato una paziente (operata il 29/9) con segni di addome acuto. Ho pensato a una perforazione accidentale della vescica, con versamento intraperitoneale di urina. Aiutato da due colleghi l'abbiamo portata subito in sala operatoria per una laparotomia esplorativa. Aveva in effetti una peritonite urinosa. L'operazione ci ha richiesto due ore. Ho finito alle 12:40. Di conseguenza ho cambiato programma. Partirò per Quelimane domattina, verso le 7:30, dopo la messa. Sono rimasto soddisfatto di questa campagna-fistole, perché ho visto i grandi progressi di tutti gli alunni. Basta poco ancora, perché possano affrontare da soli i casi semplici con sicurezza. Si sta perciò realizzando nei diversi distretti un servizio periferico di chirurgia di fistole. Purtroppo gli aiuti statali sono estremamente insufficienti. Bisogna acquistare altri kits di ferri per operare le fistole e filo di vicryl 3/0 e 2/0.

Quelimane, 28 ottobre 2011
Cara Maria Teresa, ho mandato a Maputo una nostra paziente che aveva emorragie rettali. Diagnosi: colite ulcerosa. Trattamento: MESALAZINA. Questo farmaco non esiste né a Quelimane, né a Maputo. Potresti mandarmene tre o quattro scatolette per il momento? Grazie!

Quelimane, 30 ottobre 2011
Carissimi, riprendo a mandarvi alcune notizie di quaggiù. I giorni si sono susseguiti a un ritmo serrato, senza che io avessi il tempo di sedermi al computer se non alla sera, pieno di sonno, o al mattino con a disposizione solo il tempo per farmi la barba con il rasoio elettrico. Il convegno di Maputo sulle fistole è stato molto interessante e utile. Erano presenti delegati di una decina di nazioni. Ormai le fistole sono divenute un problema di salute pubblica internazionale. Si lavora per prevenire la loro formazione, migliorando la preparazione delle ostetriche e aumentando un po' alla volta i centri dove si può operare un parto cesareo. Per la chiusura delle fistole bisogna formare intensivamente chirurghi periferici capaci di risolvere i casi semplici. Il Mozambico si è prefisso di collocare in tutti gli ospedali rurali (una quarantina) un chirurgo con queste capacità. Il prossimo anno dovrò quindi muovermi con più frequenza e in varie località. Si sta elaborando il piano. Per il momento andrò a fare la campagna di Beira, dal 20 novembre al 3 dicembre, secondo il vecchio programma. È morta di cancro alla mammella quell'infermiera per cui erano stati inviati dei chemioterapici dall'Italia. Viveva a Chinde, una località sul delta dello Zambezi, per raggiungere la quale ci vogliono due giorni di viaggio e sei ore di battello sul fiume, perché non ci sono strade. Si era sentita male e l'avevano portata a Quelimane per ricoverarla in ospedale. È morta un'ora dopo il suo arrivo. Aveva dedicato trent'anni a raccogliere orfani di Chinde (una cinquantina). Era suora. Quando, a causa della guerra civile, la sua congregazione si ritirò da Chinde, lei scelse di rimanervi per fedeltà ai malati del centro sanitario e agli orfani. La messa nella cattedrale di Quelimane fu celebrata dal vescovo e da molti sacerdoti. Il vescovo nell'omelia lanciò la proposta di fare una colletta per riportare la salma della suora a Chinde e seppellirla tra la sua gente. Così è stato fatto. Sarò assente dal 13 novembre al 3 dicembre: dovrò trascorrere una settimana a Maputo per la riunione nazionale del programma di chirurgia, poi passerò due settimane a Beira per la campagna di fistole. Il tempo stringe davvero!

Maputo, 19 novembre 2011
Carissimi, questo è per me un sabato di relax. Sono nella casa dell'ordine dehoniano a Maputo, dopo la settimana di riunione in cui si è discusso del Programma Nazionale di Chirurgia. I lavori si sono svolti nell'aula magna della facoltà di medicina, a cinquecento metri dalla nostra casa. Orario: dalle 10 alle 16:30, sùbito corretto in: dalle 9 alle 17 (e oltre). Comunque l'incontro non è stato faticoso a causa dell'estremo interesse delle discussioni in programma. Riguardo alle realtà quotidiane, dove troppo spesso le cose vanno storte, l'avere un'occasione per potersi lamentare in pubblico è consolatorio. Inoltre ho rivisto con piacere molti colleghi-amici con i quali avevo lavorato in varie parti del Mozambico negli anni passati. L'incontro è stato serio e onesto. Si sono messi a punto protocolli di condotte terapeutiche chirurgiche, si è parlato del codice deontologico, infine si è tracciato il programma decentrato di specializzazione in chirurgia, che il primo anno sarà realizzato in uno dei tre ospedali periferici: quello di Beira, di Nampula e di Quelimane, oltre naturalmente a quello di Maputo (la capitale). Stasera partirò per Beira alle 19 e arriverò alle 20:35. Domani mattina alle 8 si comincerà l'esame delle pazienti con fistole vescico-vaginali, nonché la loro classificazione e distribuzione nei giorni operatorii. È un lavoro che non finisce mai: sono decine le pazienti da esaminare, descrivere, registrare in tre liste distinte: 1) un nostro elenco riassuntivo, 2) il libro di registro degli esami della sala operatoria e 3) la cartella clinica. Da Beira ritornerò a Maputo e da Maputo rientrerò a Quelimane lunedì 5 dicembre con un volo notturno. Forse dopo Beira avrò due giorni di relax.

Beira, 30 novembre 2011
Mi scuso per il silenzio, ma non è stata colpa mia. Tutta la domenica qui a Beira siamo rimasti senza energia elettrica e senza internet. Abbiamo lavorato molto: sono state già operate 73 pazienti, da lunedì 21 novembre. Dovremmo finire domani con le ultime 4. Avremo così un giorno di vuoto operatorio (venerdì), per poter controllare tutte le operate e organizzare i rientri a casa di queste donne. Metà sono già partite. Sto scrivendo relazioni e statistiche. Ho anche da preparare il resoconto della formazione degli allievi chirurghi di Quelimane (5 alunni per 10 mesi). Non c'è tempo né per la noia né per il riposo.

Beira, 4 dicembre 2011
Carissimi, è domenica sera e sono in attesa di partire per l'aeroporto. Con un volo notturno atterrerò a Maputo, poi da Maputo rientrerò a Quelimane. Purtroppo non c'è la linea diretta Beira-Quelimane. Questa sessione di fistole è stata particolarmente gratificante, perché su 77 operazioni, 53 sono state fatte dai miei allievi da soli e 9 con il mio aiuto. 55 erano fistole da chiudere; il resto erano operazioni connesse. Su 55 interventi ci sono state 5 recidive nei primi giorni. Ciò equivale al 9% di insuccessi e al 91% di successi. Si considera un buon servizio quello che ha una percentuale di successi dell'80% al primo tentativo. Abbiamo finito con un giorno di anticipo, perché nella prima settimana abbiamo operato quasi sempre 12 pazienti al giorno. La difficoltà di aver un posto nei voli di sabato e domenica mi ha offerto l'inatteso regalo di quattro giorni di riposo: abbiamo operato fino a giovedì; venerdì c'è stata la visita generale, terminata prima delle 11; sabato ho lavorato soltanto due ore al mattino; oggi, domenica, sono fermo a Beira e domani, lunedì, sarò fermo a Maputo. Sfruttando queste ore libere, mi sono messo in pari con varie relazioni, statistiche, revisioni, ed e-mail. Mi sono convinto che anche il relax deve essere programmato come un dovere da compiere. Mi ha aiutato la meditazione del passo della Genesi in cui Dio al settimo giorno si riposò per assaporare la soddisfazione di aver creato il mondo. Addirittura questo settimo giorno fu benedetto, unico dei sette giorni. In più ho capito che anch'esso fa parte del lavoro della creazione, non è un'aggiunta. Quindi, se il vangelo ci dice che dobbiamo avere misericordia perché Dio è misericordioso, dobbiamo benedire anche il riposo, perché Dio lo benedisse. In questi giorni sono riuscito a mettere un po' d'ordine nel desktop del computer, che ormai sembrava un campo di battaglia. Quante cose belle ci regalano poche ore di libertà! Ai benefattori vada il nostro grazie cordiale. Auguriamo a tutti Buon Natale e Buon Anno.

( modificato in data 3-12-2012)
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