Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
Sito Ufficiale
Sabato  25-11-2017   ore  6:50    Buongiorno   IP 54.81.139.56
(Auguri a Padre Aldo per i suoi 43 anni di attività in Mozambico!)
Archivio delle lettere di Padre Aldo a partire dal 10-12-00
Clicca sul nome del file scelto per leggerne ora il contenuto, oppure clicca qui per scaricare
tutte le vecchie lettere dal 10-12-00 al 20-07-16 in formato compresso ZIP (KB 274,8)[2006]

LETTERE

dal 10-12-00 al 28-05-01

dal 29-05-01 al 22-11-01

dal 02-12-01 al 29-04-02

dal 03-05-02 al 28-11-02

dal 07-12-02 al 07-09-03

dal 14-09-03 al 04-01-04

dal 20-01-04 al 14-04-04

dal 08-05-04 al 14-12-04

dal 02-03-05 al 10-09-05

dal 23-09-05 al 05-02-06

dal 24-02-06 al 12-11-06

dal 10-12-06 al 31-03-07

dal 29-05-07 al 12-11-07

dal 24-11-07 al 05-09-08

dal 27-01-09 al 20-03-09

dal 16-05-09 al 27-09-09

dal 12-04-10 al 30-05-10


Padre Aldo
Qui sono archiviate le raccolte delle lettere di Padre Aldo a partire dalla data di origine del presente sito.
Qui è contenuta una importante storia di alta professionalità, di grande altruismo, una cronaca quasi quotidiana degli enormi problemi di un popolo senza colpa e della silenziosa ed eroica lotta di un piccolo grande medico che, incurante delle difficoltà, riesce a curare persone malate grazie all'aiuto di molti benefattori.
Una storia da rileggere e da non dimenticare.


LETTERE

dal 16-11-10 al 23-01-11

dal 11-04-11 al 12-06-11

dal 14-07-11 al 03-12-11

dal 24-12-11 al 14-03-12

dal 25-05-12 al 18-08-12

dal 22-06-13 al 13-07-13

dal 22-06-13 al 20-09-13

dal 22-10-13 al 01-12-13

dal 08-12-13 al 10-03-14

dal 22-03-14 al 21-09-14

dal 02-10-14 al 27-11-14

dal 13-12-14 al 17-02-15

dal 04-06-15 al 29-08-15

dal 06-10-15 al 23-11-15

dal 20-02-16 al -.t-xt

dal 26-03-16 al 13-06-16

dal 25-06-16 al 20-07-16

dal 02-12-01 al 29-04-02
Scelta dalle lettere di Padre Aldo
(dal 2-12-2001 al 29-4-2002)

Quelimane, 2-12-2001

Carissimi,
è cominciato dicembre e in un batter d'occhi sarà Natale. Da noi non piove e la gente comincia a preoccuparsi. Un anno di carestia dopo due di alluvioni sarebbe un disastro. La terra si riscalda come l'interno di un forno per il pane, che al mattino è ancora caldo per il fuoco del giorno prima. In ospedale i malati boccheggiano, sotto i roventi tetti di “lusalite”. Chi è costretto a letto, con 36 / 38 gradi di temperatura, soffre molto. Ma questi poveri non si lamentano mai. Sono così abituati ad avere tutto che va di traverso, che sanno sopportare ogni cosa. Questa settimana è venuto a Quelimane il Presidente della Repubblica, che doveva, fra l'altro, inaugurare il nuovo sistema di telefoni cellulari per la Zambézia. Invece i collaudi non sono stati soddisfacenti e quindi l'inaugurazione è stata rinviata. Il Presidente è rimasto per celebrare a Quelimane la giornata mondiale dell'AIDS. Dal 1986 in Mozambico sono morti ufficialmente di AIDS almeno un milione e seicentomila persone. Ormai metà dei letti di medicina sono occupati da loro e in chirurgia per lo meno un quarto o un terzo. è difficile dire quanti, non essendoci i soldi per fare i test sierologici. La situazione sanitaria è molto precaria, perché i rifornimenti dal ministero della sanità sono insufficienti in modo sempre più palese. In ospedale siamo senza penicillina, senza gentamicina, l'ampicillina è agli sgoccioli... L'unica consolazione viene dalla considerazione che in quasi tutta l'Africa la situazione non è migliore.
è ritornato il mio collega chirurgo dell'Ucraina, e ora mi sento più aiutato. Ma siamo sempre solo in tre: lui, io ed il medico mozambicano specializzando in chirurgia, che ormai sa fare moltissime cose da solo. Il tecnico Gabriele è andato al Gurúè per sostituire il tecnico di là, in ferie. Quando ritornerà farà le sue ferie... Quindi, fino a febbraio sarà difficile avere respiro.
Circa i pacchetti postali di materiale sanitario, che la dogana non consegna più senza una licenza di cui non si sa ancora il tenore, siamo alla ricerca di un chiarimento con le autorità. Speriamo che si possa riprendere questo sistema di rifornimenti, altrimenti sarà un vero problema: dal ministero non arrivano forniture adeguate alle necessità e senza l'aiuto esterno rimarremmo impotenti.
Buon Avvento!


Quelimane, 7-12-2001

Domani la direttrice dell'ospedale di Quelimane va nella capitale con l'intenzione di presentare al ministro della Progettazione e delle Finanze la richiesta di poter ricevere donazioni senza pagare tasse. Speriamo bene.


Quelimane, 8-12-2001

Carissimi,
seppure con una certa fatica, tiriamo innanzi. Oggi avranno luogo le professioni dei nostri novizi al Gurúè e le professioni perpetue di cinque suore africane missionarie domenicane a Quelimane. Domani due frati cappuccini mozambicani saranno ordinati sacerdoti. Io oggi ho lavorato fino a mezzogiorno per la visita al reparto e domani sarò d'urgenza. Seguo le cerimonie in spirito.


Quelimane, 12-12-2001

Il dott. Sava è ritornato a lavorare oggi, dopo una pesante epatite. è ancora un po' fiacco, ma ce la fa. Grazie a Dio possiamo riprendere un ritmo meno stressante. Il primo edificio dell'ospedale, costruito nel 1933, con muri di oltre un metro di spessore, è stato restaurato molto bene e ora ha un aspetto quasi lussuoso. Ci siamo trasferiti là in questi giorni. Il mio gabinetto è molto bello. Con il mese di gennaio spero di poterci mettere l'aria condizionata, perché è un vero forno. Sono arrivati i pacchetti con il prodotto per la radiologia, con il contrasto endovenoso renale, e per le isterosalpingografie, oltre ad altro bario. Sono varie decine di confezioni, passate senza che la dogana le vedesse. Il Signore degli eserciti ci protegge! Vedremo se la direttrice del nostro ospedale riuscirà a parlare con il ministro della Progettazione e delle Finanze.
Ancora non piove. Il caldo è quasi al suo massimo. Ma raramente oltrepassa i 36 gradi centigradi, perché l'umidità all'80% non lascia salire molto di più il termometro. è strano come sia tanto umido senza una goccia di pioggia.


Quelimane, 18-12-2001

Vi ringrazio per le duecento fiale di vaccino antirabbico. Le porterà padre Onorio. La direttrice è tornata, ma senza aver ottenuto nulla. Un direttore provinciale non può rivolgersi direttamente ad un ministro. Bisogna canalizzare la richiesta al Direttore Nazionale che la presenterà al Ministro della Sanità, che la inoltrerà alla collega. Non vedo la cosa molto bene. Chissà quanto ci vorrà! Nel frattempo quelli delle poste fanno passare sottobanco quasi tutto quello che arriva. Abbiamo ricevuto vari pacchetti anche dagli Amici dei Lebbrosi, dal Comitato per la fame nel mondo e dalla sorella di padre Leone che è infermiera a Cavalese e via via ci manda un po' di roba. Ringrazio tutti i benefattori, che con i loro sforzi congiunti ci consentono di procedere. Dio renda loro merito.


Quelimane, 25-12-2001

Buon Natale! Sono appena tornato dall'ospedale dove ho fatto il giro degli operati e dei nuovi arrivati. Il movimento è intenso, sempre. Stanotte c'è stata la milleduecentesima urgenza dall'inizio dell'anno e venerdì scorso abbiamo fatto la millesima operazione di grande chirurgia elettiva. Nella piccola chirurgia siamo a quota 950 circa, poi ci sono 220 operazioni di ginecologia e altre 200 di ortopedia, mentre quelle di oculistica sono un po' meno di 100. Le cistoscopie ed esami speciali in sala operatoria sono 200. Come vedete, il lavoro non manca e quando si richiedono lame, fili di sutura, sonde e cateteri venosi e vescicali, il motivo esiste. Il vaccino antirabbico è stato fuori dal frigorifero poche ore, perché sia in aereo sia in casa è stato possibile non interrompere la catena del freddo. Onorio ne ha portati a Quelimane 100 ed altri 100 li ha lasciati in deposito a Lisbona. Verranno con padre Ornelas il 7 gennaio prossimo.
Stanotte messa “del gallo”, come qui chiamano la messa di mezzanotte. L'abbiamo celebrata alle 21, all'aperto, per via del gran caldo che grava sul Mozambico in questi giorni. Quando siamo entrati in chiesa, alla fine della celebrazione, per toglierci i paramenti, ci sembrava di scoppiare. Oggi i miei confratelli sono in giro nelle cappelle periferiche a celebrare la messa. Io, invece, celebrerò quella vespertina alle 18,30 nella “sede”, cioè nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia. Preferisco quest'orario, perché mi consente di passare qualche ora in ospedale tutte le domeniche mattina. Sabato prossimo ci saranno i voti perpetui di un nostro confratello mozambicano, di nome Lazzaro. Insieme con altri quattro sarà poi ordinato diacono il 13 gennaio 2002.


Quelimane, 17-1-2002

Ho una richiesta economica da proporvi. Una mamma, cui è morto di recente il bambino diabetico, vorrebbe iscriversi ad un istituto superiore di contabilità. Il marito l'ha lasciata e ora lei si trova a combattere da sola nella vita. è figlia unica; suo padre è sarto a Quelimane, uno di quei sarti africani che lavorano nelle verande con la macchina da cucire a pedale per i clienti della strada. L'istituto è quello dell'Unione Generale delle Cooperative, a Maputo. La tassa d'iscrizione è di 500 mila meticais al mese, cioè 50 mila lire. Lei sta cercando un finanziatore che le assicuri questa somma mensilmente. Per vivere a Maputo e comprare libri e quaderni, pensa di farcela con l'aiuto del babbo. Il corso dura due anni e mezzo. La spesa sarebbe perciò di 600 mila lire all'anno, cioè 1.500.000 lire in due anni e mezzo. Ho pensato che corrisponde all'adozione di un bambino a distanza e che forse qualcuno potrebbe desiderare di aiutare una mamma orfana di figlio a studiare. L'iscrizione si può fare fino ad aprile 2002.


Quelimane, 19-1-2002

All'improvviso il computer mi ha avvisato che nel messaggio appena finito era avvenuto un errore irreversibile, per cui il file doveva essere chiuso, con perdita del non salvato, cioè di tutto! Riscrivo in sintesi: 1) i pacchetti sono tutti arrivati senza che dovessimo pagare tasse. Grazie! 2) i calendari servono. 3) un grazie di cuore per le medicine inviate dal gruppo di S. Fedele. 4) mi occorrerebbero almeno 100 fiale di atropina in fretta, perché sono quasi finite. Come sempre qui mi avvisano in ritardo. Il lavoro è travolgente. I tre alunni tecnici di chirurgia sono contentissimi, perché qui c'è tanto da operare e possono fare pratica. Dal 1º gennaio già 70 urgenze! Dio vi benedica.


Quelimane, 23-1-2002

Grazie! Ieri sono arrivati gli avvisi per molti pacchetti da ritirare con l'indicazione Hospital e Padres Dehonianos. Oggi andremo a prenderli. Immagino che si tratterà delle fiale di atropina. Sarebbe bene ordinarne altre mille. Debbo dirvi che sono riuscito a sbloccare la situazione-pacchi. Ho parlato con il direttore della dogana, il quale si è dichiarato all'oscuro di tutto e molto dispiaciuto del fatto, assicurandomi per il futuro ritiri tranquilli.


Quelimane, 27-1-2002

Vi spedisco a parte una e-mail per l'acquisto di medicinali urgenti, di cui abbiamo molta carenza. Non so se ci saranno i soldi per comprare e per spedire via aerea con pacchi da 10 kg le medicine leggere. Il resto dovrebbe arrivare con il container. Domenica prossima andrò a Nampula per un giorno, andata e ritorno in aereo, su invito di dom Tomé. A 15 km da Nampula c'è un ospedale che era della diocesi, prima della nazionalizzazione. Dom Tomé vorrebbe riprenderne la gestione, anche se la proprietà resterà allo Stato. Mi invita ad andare a vederlo e a dargli un consiglio su cosa ci sarebbe da fare per rimetterlo a funzionare come un tempo.
Il mio alunno di chirurgia, dr Rosario, partirà il 6 febbraio per terminare a Maputo la specializzazione e io resterò con i tre alunni tecnici di chirurgia. Sono molto motivati. Lavoriamo bene insieme.


Quelimane, 3-2-2002

Sto per andare all'aeroporto per volare a Nampula (un'ora e mezzo), dove resterò meno di 24 ore. Vado su invito di Dom Tomé per vedere l'ospedale di Marere, a 15 km da Nampula. Tomé sta trattando per poter avere la gestione dell'ospedale e così assicurarne un funzionamento efficiente per la gente più povera. Vorrebbe da me, che lavoro nel settore, un parere sulla fattibilità della cosa.


Quelimane, 8-2-2002

Un saluto frettoloso in questi giorni pieni di urgenze. Mi hanno richiesto due tipi di lampadine per le luci della sala operatoria. Abbiamo cominciato ad usare quelle della riserva che ho prudentemente istituito in camera mia. I tipi sono: [segue una descrizione tecnica, che tralasciamo. N.d.r.]. Potreste spedirne una cinquantina? Grazie. Spero di aver tempo di scrivervi nei prossimi giorni. Ho letto con molta attenzione il libretto (inviatomi da voi) di Muhammad Yunus, Il banchiere dei poveri. Ci sono molte idee e spunti interessanti per risolvere qualcuno dei grandi problemi della povertà che ci assedia senza tregua. Potreste inviarmene cinque copie? Grazie.


Quelimane, 16-2-2002

Finalmente mi posso sedere un po' al tavolo e ne approfitto per scrivervi due righe. Le settimane volano come unità indivisibili, senza fessure o spiragli. Anche al sabato e alla domenica gl'imprevisti e gl'impegni portano via molto del tempo che m'illudo possa essere a mia disposizione. Oggi ho finito la visita ai malati abbastanza presto, alle 9,15. Siamo passati alla discussione dei decessi e poi all'organizzazione del servizio. Sono arrivato a casa con un'ora di anticipo sul previsto. Ne ho approfittato per rispondere ad alcune e-mail urgenti, ma — non so spiegarmi il perché — lo scritto è evaporato e non sono più riuscito a farlo riapparire sullo schermo. Dovrò rassegnarmi a riscriverlo... Alle quattro ci sarà la visita del commissariato dell'Unione Europea e del Ministro della Sanità. Alle 19,30 avrà luogo una cena di lavoro della commissione con alcuni enti che s'impegnano per la lotta alla povertà. Sono stato invitato anch'io assieme a padre Sandro. La mia salute va bene. Apprezzo sempre di più questo dono, quando vedo che attorno a me ci sono suore, padri, confratelli, colleghi, infermieri, alunni e amici malati. La malaria fa la parte del leone. Tutti quelli che vivono alla Sagrada Família ci sono passati nell'ultimo mese, con forme resistenti. Prendono clorochina; la febbre passa, ma dopo dieci giorni ritorna. La prova del sangue risulta nuovamente positiva. Fanno il Fansidar, si curano e la riprendono. Passano al chinino. Trascorsi i classici tre giorni, si sentono finalmente bene. Ma dopo un paio di settimane la febbre ritorna e nel sangue riappare il plasmodio. Altri sette giorni di chinino oppure dose completa di Lariam. A proposito di Lariam, ormai l'abbiamo finito. Vi pregherei di mandarcene una decina di confezioni.


Quelimane, 16-2-2002

Care signore del « Gruppo missionario del ricamo »,
ho ricevuto da mia sorella Maria Teresa la notizia della vostra offerta per il mio ospedale. Desidero ringraziare tutte voi che così amabilmente mi accompagnate. Le offerte non valgono solo per il loro aiuto economico, ma anche, e soprattutto, per il peso d'amore davanti a Dio, che le rende preziose e feconde per l'avvento del suo regno. Vi mando i miei auguri per la Quaresima, perché vi porti la pienezza della felicità che viene dal seguire in tutto i desideri del Signore. Vi chiedo di ricordarvi di me e del Mozambico nelle vostre preghiere!
p. Aldo Marchesini


Quelimane, 21-2-2002

è arrivato il pacchetto EMS con le 50 sacche del sangue. Questa mattina era finita l'ultima in stock; quindi siamo rimasti con zero sacche soltanto quattro ore! Ora speriamo che arrivino le altre 250 in fretta. I doganieri sono imprevedibili, ma al massimo fanno pagare la tassa di ispezione. Sono arrivati altri calendari e altre agende. Tutti sono rimasti soddisfatti. Abbiamo potuto accontentare anche gli ospedali di Mocuba, Gurúè e Alto Molócuè.


Quelimane, 26-2-2002

La figlia del sarto è già partita per Maputo allo scopo di iscriversi a un istituto superiore di contabilità. Vi invierà una lettera per ringraziarvi. Ora passo alle richieste di materiale da spedire con il container: ci occorrerebbero circa 300 m di panno verde. Lo Stato non lo manda da anni. Noi riforniamo tutti i blocchi operatori della provincia: Mocuba, Gurúè e Alto Molócuè. [segue un nutrito elenco, che tralasciamo. N.d.r.] Vi prego inoltre di inviarmi a parte, per pacchetto aereo, un centinaio di fiale di blu di metilene. La prossima settimana, dal 3 all'8 marzo sarò a Mocuba per un seminario sull'uso e sulla gestione dei pochi medicinali forniti dallo stato. Stanno arrivando molti pacchetti con antibiotici e deflussori. Grazie!


Mocuba, 5-3-2002

Sono a Mocuba, dove resterò fino a venerdì sera. I partecipanti al seminario sono cinquanta, tutti con cariche di varia responsabilità come direttori clinici, responsabili di depositi farmaceutici di unità sanitarie, funzionari del servizio farmaceutico. Lavoriamo dalle 8 alle 17. Da un lato questi cinque giorni mi scombussolano il lavoro di routine, perché sono stato avvisato solo con cinque giorni d'anticipo e ho dovuto annullare tutti i programmi di visite e operazioni, ma dall'altro sono un'occasione per rinfrescare un po' la mente dall'assillo della quotidianità.


Quelimane, 10-3-2002

Sono ritornato da Mocuba. Ho trovato 16 pacchetti con deflussori, carta per ecografo, cefalosporine e molte lampadine per la sala operatoria, oltre a qualche agenda. Sabato prossimo dovrò andare all'ospedale di Alto Molócuè, per cercare di risolvere una situazione di attrito tra il personale tecnico generale e quello di chirurgia. Ora devo recuperare le visite e le operazioni cancellate dal viaggio a Mocuba. Spero di riuscirci senza affaticarmi troppo. Il 17 marzo il dr Boriani con il figlio e la dott.sa Mazzetti verranno a Quelimane e mi aiuteranno in ospedale. Un caro saluto a tutti.


Quelimane, 16-3-2002

Sto per partire per Alto Molócuè, in missione di pace. Che il Signore mi illumini. Circa il blu di metilene, basta che me lo inviate in pacchetti normali, visto che non l'usiamo tutti i giorni e ne restano 4 fiale. Grazie anche per tutte le altre spedizioni. Le sacche del sangue sono arrivate ier l'altro, quando ormai avevamo cominciato a mandare indietro i donatori.


Quelimane, 17-3-2002

Sono tornato da Alto Molócuè, che dista 350 km da Quelimane. Ora le strade sono discrete e si riesce a mantenere la media dei 60-70 km/ora, il che per noi è un traguardo eccezionale. Ho impiegato sei ore scarse. Ho visitato l'ospedale in fase avanzata di costruzione e devo dire che la cosa è consolante. Il motivo principale era quello di ricomporre certe incomprensioni e atteggiamenti di non collaborazione tra alcuni tecnici di varie discipline. Mi pare che i colloqui siano stati utili. Si è arrivati a un chiarimento soddisfacente e alla riconciliazione ufficiale. Ora bisogna aspettare per vedere se la riappacificazione durerà nel tempo.


Quelimane, 30-3-2002

Buona Pasqua a tutti! Il mondo nuovo che la Pasqua annuncia si renda visibile al nostro sguardo capace di vedere ciò che visibile non è. è la verità che mi sento dentro in questi giorni. Il lavoro intenso non lascia molto spazio alla contemplazione delle cose invisibili, ma si vive in pienezza nella misura in cui le circostanze ce lo consentono. Di salute continuo a star bene.


Quelimane, 7-4-2002

Ho appena finito di scrivere una lunga lettera a tutti voi e, di colpo, è apparsa sul monitor la scritta « questo programma ha effettuato una manovra errata e sarà chiuso ». Ciò detto, tutto è sparito nel nulla. Tento di riscrivere in breve. La presenza del dr Boriani ci fa bene. Avrei una lista di cose da chiedere:
dispensatori di ossigeno da parete. Mando il modello nella foto allegata. Ce ne servirebbero venti.
due riduttori per spinotto da 2 a 8 mm per elettrocoagulatore ALSA Excell 350 MCd; il codice dei riduttori è 801107 – RD/5.
quattro cavetti elettrici per connettere il resettore di prostata all'elettrobisturi.
un voltmetro-amperometro per il nostro elettricista. Serve per misurare la tensione e l'intensità della corrente.
mille fiale di atropina al mese per 5 mesi. La usiamo molto (50 fiale/paziente) come antidoto per i tentativi di suicidio fatti ingerendo veleno per topi (organo-fosforati).
quattro pile Ni-MH, tipo micro stilo AAA, per la lampadina da taschino che uso in ospedale.
una dozzina di microcassette per registratore da taschino da 60 minuti l'una.
Grazie per tutto l'aiuto che ci date!


Quelimane, 9-4-2002

Grazie per la risposta sollecita. Vi aggiungo diverse altre cose che mi sono venute in mente:
vitamina B1 in fiale da 100 mg: 500 fiale. Vitamina B1 da 300 mg: 1000 compresse.
crema antimicotica (per esempio Canesten [clotrimazol] o Pevaril [econazolo] o altre alternative): 300 tubi.
crema corticoide (idrocortisone, oppure fluocinolone, oppure betametazone ecc.): 300 tubi.
ranitidina da 75 mg o da 150 mg o da 300 mg. So che è carissima. Si può scaglionarne l'acquisto cominciando a comprarne per 10 pazienti (300 mg al dì per 30 giorni per paziente). Spero che il gruppo di san Fedele ne abbia un po'. Ci sono altre molecole sorelle che vanno bene lo stesso. Sono tutti anti-ulcera.
bentelan da 4 mg in fiale: 100 fiale.
tora-dol compresse [= ketorolac], antidolorifico potente: 300 compresse.
Per ora mi ricordo solo questo. Grazie sempre di tutto.


Quelimane, 24-4-2002

Mi scuso per il lungo silenzio, dovuto al superlavoro non solo di malati, ma anche di documenti da redigere per ragioni burocratiche. Di salute sto bene, e ciò appare sempre più come un segno di predilezione divina, visto che attorno a me ho sempre confratelli, suore e colleghi malati, afflitti da forme virali e da malarie resistenti, che ritornano con febbre e malessere dopo due o tre settimane. Ringrazio il Lariam, che finora mi ha protetto senza causarmi disturbi collaterali di intolleranza al farmaco.
La presenza del dr Boriani è stata molto utile per i malati e per i tecnici e anche dal punto di vista dell'amicizia con noi dehoniani. Sono andato con lui a Mocuba e Gurúè venerdí scorso, sabato e domenica. Per fortuna ha guidato sempre lui, vero appassionato della guida, per cui mi sono potuto rilassare durante i 355 km dell'andata e del ritorno. L'ospedale del Gurúè si presenta molto bene, ora che è quasi finito. è senz'altro migliore di quello di Quelimane. Ha 96 letti: 24 in medicina, 24 in pediatria, 24 in chirurgia e 24 in maternità. Con il dr Boriani abbiamo messo a punto un programma di perfezionamento della preparazione di alcuni tecnici di chirurgia nel campo dell'ortopedia. Addirittura si spera di produrre chiodi, fili, placche ecc. nella nostra officina di Arti e Mestieri del Gurúè. Basterebbe avere il metallo adatto. Il dr Boriani pensa di poterlo procurare facilmente.


Quelimane, 29-4-2002

Sto finendo due giorni di fila d'urgenza: sabato e domenica. Non è ancora arrivato nessun pacco da 10 kg. Quanti ne avete spediti e quando? I circa 150 tubetti piccoli di Menaderm pomata (corticoidi in associazione con antibiotici) e i 20 Colobesol e i 15 Gentalyn vanno bene e possono essere molto utili qui. Potete inviarli in tre pacchetti da due kg. Grazie fin da ora. Crollo dal sonno. Buona notte!
Aldo

APPENDICE

Padre Aldo, nell'estate del 2000, tenne a Bologna una conferenza sulle sue attività di medico a servizio degli africani indigenti. Questa è la parte finale. L'inizio comparve a pag. 6 del numero precedente [2-01].

« Ricordo un malato che soffriva d'asma. Fu ricoverato dopo una crisi violenta. Con i farmaci a disposizione sembrò riprendersi un po'. Non avevo ancora avuto esperienza di quanto l'asma potesse essere maligna. I parenti premevano, insistevano, mi chiamavano. Io li tranquillavo e assicuravo che di asma non avevo mai visto morire nessuno (ed era vero, fino a quel momento). Lo dicevo convinto, sospinto da ignoranza e orgoglio. Non passarono molti giorni, quando una sera un infermiere venne a chiamarmi, perché il paziente stava molto male. Quando entrai nella stanza, era già morto, soffocato da una crisi d'asma più violenta del solito.
Un giorno della settimana santa arrivò un ragazzino con sintomi di peritonite. L'operai d'urgenza. Dopo che l'ebbi aperto, trovai pus e un intestino ridotto a una matassa di viscere aderenti e cosparse di granulazioni minuscole. La interpretai come una carcinosi intestinale. Richiusi l'addome e informai mestamente i familiari. Poiché il ragazzino era catecumeno, i genitori mi chiesero che lo battezzassi subito, prima che morisse. Con molta commozione celebrammo il battesimo. Il giorno dopo il paziente era stazionario, senza peggioramenti. Al secondo giorno la febbre diminuì e la mattina seguente il ragazzino si svegliò e chiese da mangiare. Sorpreso dall'andamento, corsi a sfogliare i libri di medicina e capii che non era carcinosi, ma una tubercolosi addominale (che guarisce facendo prendere aria all'intestino).
A Mocuba la vita d'ospedale non era solo scontrarsi e combattere con le malattie, era anche essere a disposizione senza limiti di orario. Si fa presto a dirlo. Sembra una cosa bella ed eroica, ma quando ci si deve alzare di notte una, due o anche tre volte, la bellezza svanisce e l'eroismo lascia il posto alla tentazione di ribellarsi. Quante volte mi sono capitati episodi simili in tanti anni? Questa fu l'origine di una grazia. Dopo una preghiera di rimorso e pentimento, in cappella, all'una di notte, il Signore m'inviò un angelo, un personaggio interiore, che m'accompagnò per vari mesi, consolandomi e insegnandomi la pazienza e la mansuetudine del cuore, che scaturiscono dallo scaricare nel seno di Dio tutte le contrarietà e preoccupazioni e dal concentrarsi sull'unione con lui e sulla sua presenza. Chiamai quest'angelo “Il monaco”, perché mi piaceva raffigurarlo come un vecchio monaco che aveva ormai raggiunto la pienezza della contemplazione e della pace interiore. La lunga visita del monaco mise a nudo una tentazione che andavo covando da mesi, senza avervi mai dato peso. Era la tentazione della fuga, il desiderio di lasciare quella vita sempre di corsa, di pressioni continue, di malati da curare, di operazioni da fare, di stanchezza e sonno da sopportare in piedi e a occhi aperti, per dedicarmi alla pace e alla serenità della contemplazione. Avevo dato anche un nome al luogo del mio sospirato rifugio: lo chiamavo “La trappa”, monastero idealizzato, disegnato con la fantasia dei sogni. La visita del monaco, che aveva lasciato la sua trappa per venire a condividere la mia vita e tentare di comunicarmi la sua sapienza, mi fece comprendere che la mia trappa non sarebbe mai stata un convento di pietre, ma un luogo interiore dove vivere lo spirito della contemplazione, un convento senza muro di cinta, un convento grande come il mondo. Cominciai a parlare di queste cose con i missionari e le missionarie che passavano da Mocuba e scoprii che da molti di loro era sentito il conflitto tra il bisogno di contemplazione e i doveri connessi ai propri impegni pastorali, sociali e lavorativi. Un po' alla volta nacque il desiderio di impegnarci a costituire una comunità contemplativa, il cui convento fosse il mondo, e di coltivare con la preghiera, con lettere e con incontri la nostra comunione reciproca, pur continuando ciascuno il proprio lavoro.
Rimasi a Mocuba un anno e mezzo, poi fui trasferito nella provincia di Tete, una zona molto diversa, anche se fa parte del Mozambico, tanto che ebbi l'impressione di essere trapiantato in un altro continente. Dopo pochi giorni ebbi il mio primo incontro con i feriti di guerra. La provincia di Tete confinava con l'allora Rhodesia del sud, uno stato in cui vigeva l'apartheid. Era in corso una guerra tra vari gruppi di nazionalisti e il governo razzista. Un giorno ci fu un'incursione di governativi in un campo guerrigliero di addestramento-reclute, situato in territorio mozambicano. Centinaia furono i morti e decine i feriti. Un camion ne portò una ventina, due o tre ore dopo il tramonto. Rimanemmo a curare i feriti tutta la notte, fino a giorno inoltrato. L'ospedale di Tete non era molto grande; perciò li sistemammo nel corridoio del reparto di chirurgia, in qualche letto libero, su barelle, per terra, su materassi e coperte. Bisognava vivere quell'esperienza per sentirne tutta la drammaticità e al tempo stesso tutta la straordinaria potenza, che penetra sin nel midollo suscitando forza, dedizione, comprensione, fraternità, collaborazione totale e incondizionata » [fine].
Padre Aldo Marchesini
( modificato in data 3-12-2012)
Torna al menu
Utenti online