Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
Sito Ufficiale
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(Auguri a Padre Aldo per i suoi 43 anni di attività in Mozambico!)
Archivio delle lettere di Padre Aldo a partire dal 10-12-00
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tutte le vecchie lettere dal 10-12-00 al 20-07-16 in formato compresso ZIP (KB 274,8)[2006]

LETTERE

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dal 16-05-09 al 27-09-09

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Padre Aldo
Qui sono archiviate le raccolte delle lettere di Padre Aldo a partire dalla data di origine del presente sito.
Qui è contenuta una importante storia di alta professionalità, di grande altruismo, una cronaca quasi quotidiana degli enormi problemi di un popolo senza colpa e della silenziosa ed eroica lotta di un piccolo grande medico che, incurante delle difficoltà, riesce a curare persone malate grazie all'aiuto di molti benefattori.
Una storia da rileggere e da non dimenticare.


LETTERE

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Pemba, 21 luglio 2013
Carissimi, oggi il volo Pemba-Nampula partirà alle 17:35. Domani percorrerò in macchina il tratto Nampula-Quelimane e sarò a casa. Ieri abbiamo finito la campagna delle fvv, operando 33 pazienti, di cui 31 fvv e 2 calcoli della vescica. Per ora bagnano il lenzuolo solo due delle operate: una percentuale di successi incoraggiante. L'ospedale di Pemba è nuovo. Ha 4 sale operatorie. Noi ne abbiamo usata una. Siamo riusciti a finire il programma del giorno sempre prima delle 17. Abbiamo operato da sei a otto casi al dì. Qui il clima è molto più caldo che a Quelimane. Non ho mai usato il giubbino, nonostante siamo in luglio, il mese più freddo dell'anno.
Sono stato ospite della diocesi di Pemba. Il vescovo ha cessato le funzioni alcuni mesi fa e il nuovo arriverà in Settembre.

Quelimane, 28 luglio 2013
Carissimi, sono tornato a Quelimane alle 18:15. L'assemblea della congregazione dehoniana al Gurúè si è svolta in un clima di fraternità molto bello e tutti ne siamo rimasti contenti. Al Gurúè non c'è il chirurgo, che è in malattia. Così durante l'assemblea sono andato due volte a operare urgenze gravi. Una ragazzina epilettica di 17 anni è corsa in mezzo alla strada mentre passava una macchina. L'impatto è stato inevitabile. Lei ha riportato la frattura di tibia e perone sinistri e lacerazione della faccia inferiore del fegato, con emoperitoneo. L'ho operata, disponendo di un solo aiutante (peraltro molto bravo). Per ritrarre le viscere, mantenere il campo senza sangue, dare i punti e portare su l'ago con il filo dopo il punto, quattro mani non erano sufficienti. Ci è venuta in soccorso un'inserviente che si è lavata e vestita con il camice e i guanti e ha tenuto in posizione un divaricatore. Alla fine sono riuscito a controllare il sanguinamento e a suturare la lacerazione (dopo due ore). Il giorno dopo, la ragazzina stava già bene. Il secondo giorno l'ho visitata al mattino e le ho detto che poteva mangiare una pappa di farina di mais. Poi sono andato a operare la seconda urgenza:
un'occlusione intestinale causata dal sigma che aveva formato una specie di nodo tra molte aderenze prodotte da una precedente laparotomia. Ho impiegato 4 ore, con resezione intestinale e sutura di una lacerazione. Ho finito verso le 15. Il medico dell'ospedale mi ha informato che la diciassettenne del fegato era morta, inspiegabilmente, mentre la mamma le preparava la pappa, alle 13:10. Stava bene e parlava normalmente. Dopo mezz'ora era già morta. Penso che sia stato un caso di embolia polmonare. Non disponiamo della profilassi dell'embolia.
Ne approfitto per chiedervi di comprare alcune decine di spugnette di spongostan, insieme con sonde naso-gastriche per neonati Ch5 e Ch6 (300 e 300), e sonde di aspirazione Ch8 (300). Bisognerebbe acquistare anche una decina di scatolette da 100 lame di bisturi nº 12 (a forma di falce), indispensabili per operare le fvv. Martedì, di passaggio fra Pemba e Gurúè, sono passato dalla farmacia dell'ospedale di Quelimane. Le spedizioni del CFS sono arrivate e sono l'unica forza della farmacia. Siamo rimasti senza calcio-antagonisti (Nifedipina da 30 mg e amlodipina da 10 mg). Ce ne vorrebbero almeno 5000 di ognuna ogni 2 mesi. Ho trovato il pacco con l'apparecchietto per l'INR e le cartucce per le stampanti.
Domani la giornata sarà campale: al mattino farò una reimpiantazione di un uretere in vescica e poi più di trenta visite mediche accumulate a causa della campagna fvv di Pemba.


Quelimane, 20 settembre 2013
Carissimi, mi sento in colpa per aver lasciato passare alcune settimane senza darvi mie notizie. Sono state settimane intense di viaggi e di lavoro dalla mattina alla sera. In agosto sono andato a Mocuba per una campagna di fistole vescico-vaginali e di ernie. Dal nostro ospedale di Quelimane è partita una squadra di 11 persone: 2 chirurghi di fistole, 1 chirurgo di ernie, 1 medico anestesista donna, 1 caposala, 1 tecnico di anestesia, 2 strumentisti, 1 sterilizzatore e 1 "circolante", 1 autista. Ho chiesto ospitalità ai cappuccini di Mocuba nella loro casa che conosco bene, perché ho vissuto con loro per settimane e mesi, dal 1976 in qua, nei miei viaggi di lavoro. Dobbiamo fare campagne come questa quattro volte in un anno. Quella di Mocuba è stata la seconda. Le finalità sono molteplici: la prima è quella di passare una settimana assieme al personale del blocco operatorio di un distretto, che per forza di cose lavora con mezzi più limitati dei nostri di Quelimane. Lavorando a un ritmo sostenuto (l'orario di una campagna è di 12 ore di seguito di lavoro) si scoprono i limiti principali del blocco operatorio del distretto e quindi si possono mettere in campo le misure correttive adeguate. La seconda finalità è quella di sfoltire la lista dei pazienti che aspettano l'operazione. Per fronteggiare le ernie abbiamo predisposto due squadre di lavoro, una accanto all'altra, che operano 8 pazienti ciascuna al giorno. In una settimana abbiamo operato 65 ernie. La terza finalità è quella di formare nuovi chirurghi di fistole vescico-vaginali. La campagna dà l'opportunità di operarne un numero considerevole, una dietro l'altra, per 5 o 6 giorni di fila, lavorando 10-12 ore al giorno. Alla fine ne abbiamo operate 22. È venuta con me anche la dottoressa Virginia, direttrice dell'ospedale di Quelimane, ginecologa, che sta imparando, con grande impegno, questa chirurgia. L'alunno era il chirurgo del distretto, che dovrebbe un po' alla volta diventare capace di operare casi semplici senza rischi. Durante la settimana, la dottoressa ha provato ad affrontare da sola alcuni casi accessibili, mentre io operavo con il chirurgo locale (o meglio: lui operava con il mio aiuto). Ho avuto l'impressione che tutti e due siano cresciuti parecchio, sia in abilità, sia in entusiasmo. Certamente diventeranno esperti di questa chirurgia. Il ginecologo cubano di Mocuba è entrato sempre in campo con uno di noi. Anch'egli è stato conquistato da questa chirurgia e dalle sue implicazioni umane e affettive. Infatti le pazienti, che prima dell'intervento si sentivano emarginate, ritrovano la loro dignità.
La settimana seguente ho ricevuto la visita di Luigi Franchini di Milano, grande amico ed efficientissimo ricercatore di padrini e madrine che accettino di sottoscrivere un'adozione a distanza, pagando il mantenimento di un orfano. L'offerta è di 25 euro al mese (300,00 euro all'anno). Questo è il costo di base per nutrire, vestire, far studiare un orfano in orfanotrofio. Luigi è rimasto una settimana. A Quelimane ha visitato l'orfanotrofio Aldeia da paz con più di 90 orfanelle. Poi, sono andato con lui al Gurúè e al Ruace, per visitare i due orfanotrofi del luogo. Abbiamo fatto le foto di ognuno dei piccoli e delle piccole. Il Ruace è un luogo impervio. Le suore vittoriane stanno costruendo un nuovo orfanotrofio a Lioma, un posto sulla strada di comunicazione con la provincia del Niassa, dove c'è il telefono, l'energia elettrica di Cabora Bassa, l'acqua potabile e la scuola fino alla dodicesima classe (cioè completa di liceo). Ormai la costruzione è quasi terminata. Il prossimo anno andremo a visitare le orfanelle e gli orfanelli a Lioma.
Il 10 settembre era il mio compleanno. Alla sera a cena sono venuti a salutarmi e farmi gli auguri 25 bambine e bambini tra i più piccoli dell'Aldeia da Paz. Hanno cantato e poi hanno mangiato un po' dei 4 dolci di compleanno muniti di candeline. Per farli contenti ho dovuto accendere di nuovo le candeline e poi spegnerle al canto di " Tanti auguri a te! ". Ho così completato, circondato da affetto innocente, i miei primi 72 anni di vita.
Una grande fatica è stata quella di recuperare le visite ambulatoriali perdute a causa del viaggio a Mocuba. Sono rimasto in ambulatorio altri due pomeriggi completi, oltre ai due fissi settimanali. Ora ho terminato i recuperi e sono in pari.
Il mio impegno adesso è concentrato nel blocco operatorio, dove faccio le operazioni maggiori: ho appena terminato due disarticolazioni dell'omero e questa settimana farò due deviazioni degli ureteri nel retto-sigmoide, una triplice artròdesi di un "piede torto" consolidato in una paziente di quasi 30 anni e un "piede torto" in un bambino. Queste prestazioni esigenti sono la mia fortuna, perché la spada che combatte non si arrugginisce. Un sentito ringraziamento ai benefattori e un caro saluto a tutti.



Padre Aldo Marchesini.
( modificato in data 3-12-2012)
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