Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
Sito Ufficiale
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(Auguri a Padre Aldo per i suoi 43 anni di attività in Mozambico!)
Padre Aldo scrittore
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Racconti di Padre Aldo
(Ordinamento per titolo)
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titolokB
Aldo, cugino mio!8.2
Carissima Chiara, carissimo Emme49.1
Carissimo Babbo23.2
Caro Padre Dehon622.0
Dare il nome a Dio8.3
Dove finisce il tempo12.8
FERITE A VITA - viaggio nel mondo delle fistole ve…52.8
Il povero diavolo14.9
Il seme che muore190.7
Il volto del fratello30.4
Ippocrate senza budget20.1
Kalani murima. Siediti, cuore mio238.4
L'angelo89.1
La Montagna49.7
La figlia di Sunde9.8
La mia missione in Mozambico27.8
La mia testimonianza sulla infezione da HIV AIDS19.1
Le Missioni dehoniane8.1
Lettera a Papa Benedetto XVI4.8
MULHERES CORAJOSAS - viagem no mundodas fistulas v…50.6
Missioni ad Gentes intervista9.4
O fiore notte!85.9
Obbedienza e preghiera7.1
Pa Citatu154.7
Padre Emme248.8
Parlaci della Missione5.5
Pasqua al mare ovvero «spiaggia come avventura int…23.5
Piccolo come un seme di senape276.2
Progetto -chi avrà dato un solo bicchier d'acqua3.7
Quando vuoi fare una cena12.4
Rapete14.2
Ricordi di ospedale35.9
Ricordo di Padre Agostino Gioacchino De Ruschi7.1
Ricordo di padre Emilio Bertuletti53.9
Sapore d'africa8.0
Scuola elementare di contemplazione10.5
Seconda vertebra cervicale136.9
Storie del vecchio abate185.9
Terra Santa34.4
Un medico in missione191.9
Viaggio a Mocuba124.4
Vieni e vedi222.0
A Montanha (in lingua portoghese)52.1
Segunda Vértebra Cervical (in lingua portoghese)132.5
Poesie di Padre Aldo
(Titoli in ordine alfabetico)
titolokB
Addio, domani, amici, vado via1.0
Attraversai di notte il fiume asciutto1.4
Cero che brilli sopra il mio altare1.3
Cittadino del mondo1.6
Foglie secche, sollevate dal vento1.6
Gesù e la luna4.4
I baobab avevano le foglie!1.7
Il cimitero di Milevane1.3
In silenzio brucia la candela1.1
L'albero che prega0.7
La piazza1.4
Mentre il cavallo, lento, camminava1.4
Notte ti chiedo lasciati pregare0.9
O fiore notte1.0
O quarto di luna calante1.8
Per voi, sorelle stelle, esiste il tempo?1.4
Poesie di Songo5.3
Sognavo che avevo le ali e volavo1.1
Stavo sul tetto1.1
Tamburi lontano1.1
Vento caldo del Sud1.5

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Missioni “ad gentes”. Risposta a Padre Claudio



In occasione della Visita Canonica del giugno 2004, padre Claudio ha lasciato a tutti una lettera per stimolare la stesura di riflessioni sul tema delle Missioni “ad gentes”.

Presenta 4 punti su cui dare una risposta:
1. Ha ancora senso oggi parlare di missione “ad gentes”?
2. Tenendo in conto i grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella”geografia” della nostra Congregazione, come vedi l’attuale impegno “missionario” della Congregazione?
3. Ritieni di poter suggerire alcune linee per futuri impegni “missionari” della Congregazione?
4. Può esserci uno stile missionario dehoniano? Quali sarebbero le sue caratteristiche?


1- Ha ancora senso oggi parlare di missione “ad gentes”

1.1- Penso che abbia ancora senso, poiché ci sono, al presente, popoli praticamente non evangelizzati. Nei loro confronti si può continuare a parlare di evangelizzazione ad gentes, in senso stretto, perché possano ricevere il primo annuncio.
La maggioranza di questi popoli coincide con le nazioni dove ci sono antiche religioni come induismo, buddismo, scintoismo, islam. Chi appartiene a queste religioni è molto restio ad abbracciare il cristianesimo e quindi l’annuncio deve essere fatto in modo estremamente rispettoso: far sì che il vangelo sia conosciuto. Possono continuare a non abbracciarlo, ma non possono essere privati dell’opportunità di conoscerlo.
È il luogo del dialogo, delle collaborazioni per la pace, la giustizia, lo spirito di preghiera, la libertà, la carità.

Vedrei come molto interessante un’evangelizzazione non tanto con l’annuncio della parola, quanto con l’invito a collaborare nella carità. Mi pare in questa linea il carisma che lo Spirito Santo ha fatto germinare nel contesto dell’India induista e mussulmana: quello di madre Teresa di Calcutta, vale a dire missionarietà attraverso la pratica totalmente disinteressata e non proselitista della carità.

1.2- Nei paesi dove la chiesa è già impiantata, anche se molto minoritaria, forse l’espressione “ad gentes” ferisce la verità. Sarebbe più opportuno parlare di “missio ad ecclesias nascentes”.Qui penso alle chiese soprattutto africane, sud americane e dell’Oceania. Non manca più tanto il primo annuncio, quanto un servizio di consolidazione e di approfondimento della vita ecclesiale e della conoscenza teologica dei cristiani. In questo contesto mi pare che le congregazioni siano chiamate soprattutto a testimoniare il loro carisma con opere tipiche. I beneficiari della missione non sono più principalmente i pagani, bensì le chiese giovani ed ancora acerbe.

La priorità mi parrebbe la plantatio ed il consolidamento della vita consacrata, la fondazione di scuole teologiche, la divulgazione dei movimenti, la presenza nella vita della cultura e della giustizia sociale, della difesa dei diritti umani e della libertà.

1.3- C’è poi l’impegno missionario verso i paesi scristianizzati, che hanno bisogno di nuova vitalità. Anche in questo contesto vedrei molto importante l’annuncio principalmente attraverso la carità, non tanto attraverso missionari della carità, quanto attraverso suscitatori di opere di carità in cui i protagonisti siano gli ex-credenti. E qui penso ai movimenti e soprattutto al volontariato ed alla difesa dei diritti umani, tipo Amnesty international. Penso anche alla creazione di un’opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Tutti conosciamo l’impatto che hanno nella società i film e le telenovele.

1.4- Tutte queste realtà, tuttavia hanno bisogno della forma più universale di evangelizzazione che è quella della preghiera. Bisogna incoraggiare ovunque questo impegno, sia in noi stessi, e qui penso alla priorità che le nostre costituzioni danno all’adorazione eucaristica, sia nelle persone consacrate, sia nei laici.

Si potrebbe insistere di più nelle parrocchie a noi affidate, nei gruppi missionari che seguiamo. Il segretariato Missioni potrebbe lanciare un’iniziativa studiata in tal senso, per sostenere con la preghiera l’attività missionaria, con intenzioni mensili, con un legame tipo bollettino, con iniziative ad hoc, legate ad una situazione concreta, tipo le epoche dei battesimi “di massa” a pasqua, perché il battesimo sia conversione e non solo cerimonia, a sostenere con la preghiera la perseveranza dei matrimoni cristiani, dei sacerdoti e religiosi in occasioni di ordinazioni o di prime professioni e professioni perpetue: veglie di preghiera, quarant’ore missionarie, istituire un giorno missionario della settimana per offrire le proprie azioni preghiere e oblazioni a Dio a pro delle missioni, inspirandosi all’esperienza dell’Apostolato della Preghiera e della Riparazione. Dietro il sostegno della preghiera si vede la necessità di qualcuno che si dedichi a mobilizzare persone, movimenti, parrocchie, benefattori.

Non ultimo sarebbe da lanciare l’iniziativa di Madre Teresa di associare ogni opera e perfino ogni missionario ad un intercessore, specie se invalido, anziano, malato o handicappato, o suora di clausura, o a classi di catechismo di bambini. In questo caso specifico le classi si rinnovano continuamente ed il catechista mantiene l’impegno negli anni, ma anche si devono incoraggiare i bambini a continuare sempre la fedeltà ad intercedere per chi è stato loro affidato.


2- Tenendo in conto i grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella”geografia” della nostra Congregazione, come vedi l’attuale impegno “missionario” della Congregazione?
2.1- Applicherei i principi esposti al punto precedente alle singole situazioni: modulare l’attività missionaria secondo le caratteristiche delle chiese e dei popoli a cui si è inviati.

2.2- Vorrei salientare l’aspetto di “Missio ad provinciam morituram” potenziando le iniziative già lanciate in congregazione verso le province in estinzione. Penso che si dovrebbe considerare come attività missionaria l’invio di tali confratelli ad un’altra cultura e ad un popolo che parla una lingua differente da quella materna.

2.3- Quest’ultima modalità potrebbe essere integrata come espressione di in uno schema operativo del “noi congregazione”, che si manifesta già nelle esperienze di internazionalità sia comunitaria sia di impegno missionario come, ad esempio, si fa in Angola, India e Filippine


3- Ritieni di poter suggerire alcune linee per futuri impegni “missionari” della Congregazione?

3.1- Vedrei bene incoraggiare i nostri confratelli delle Province che furono di “Missio ad gentes”, a candidarsi per essere missionari a loro volta in altre parti del mondo, assumendo le caratteristiche proprie necessarie per quei contesti, in altre parole si dovrebbe creare la coscienza che tutte le Province, Regioni o Distretti sono per sua natura missionarie, così come lo è, per sua natura, la chiesa di tutto il mondo.

3.2- Quanto ai futuri impegni, suggerirei di consolidare le iniziative in corso come il Vietnam, l’Est europeo ed anche la Cina, non lasciando cadere, per quest’ultimo paese, l’attrattiva interiore già manifestata qui e là da qualche confratello.

3.3- In tale contesto, che si potrebbe definire di Missione Globale, si dovrebbe rivedere il curriculum di formazione per inserire una solida preparazione missionaria (teologica, antropologica e pastorale) a tutti i confratelli.



4- Può esserci uno stile missionario dehoniano? Quali sarebbero le sue caratteristiche?

4.1- Credo che di fatto ci sia e debba essere sempre più potenziato. Esso ha le sue basi teologiche nel principio che la prima forma di missione per una congregazione è la sua vita fraterna, nella quale testimoniare con tutte le forze il proprio carisma. Noi siamo avvantaggiati, rispetto ad altre famiglie religiose, perché il nostro carisma si manifesta a livello dell’intenzionalità, che guida ogni nostra azione.
In altre parole l’attività missionaria scj dev’essere vivificata dalla vivenza sempre più piena ed entusiasta del nostro carisma.

4.2- Sul piano esterno delle opere, dovremmo privilegiare in primo luogo la sintonia col vescovo locale, ed in secondo luogo i campi privilegiati, appuntati dalle Costituzioni:
* la fedeltà all’adorazione eucaristica,
* la formazione del clero e delle anime consacrate
* l’impegno sociale e pastorale a favore dei più bisognosi e dimenticati
* il suscitare nelle chiese a cui siamo inviati, la nascita e la crescita dello zelo missionario verso altri popoli ed altre chiese.


5- Altri suggerimenti



Vedrei bene il nascere di una rivista missionaria nostra, della congregazione, come ce l’hanno i Comboniani, i Saveriani, il PIME e quasi tutte le congregazioni religiose.
Tale rivista potrebbe essere espressione del Noi Congregazione ed avere sede nella Curia Generale o per lo meno a Roma ed essere la finestra aperta su tutte le nostre missioni, potendo essere editata in varie lingue o per lo meno in testi bilingui come le riviste degli aerei.

Potrebbe essere per il pubblico oppure anche solo per uso della Famiglia Dehoniana. I contenuti e lo stile sarebbero evidentemente adattati al pubblico a cui si destina.

Concludo facendo voto che questo sondaggio in corso possa dare frutti copiosi e che le sue conclusioni possano essere ampiamente divulgate.

In Corde Jesu!


Quelimane, 29 Agosto 2004

P. Aldo Marchesini s.c.j.


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( modificato in data 22-4-2013)
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